Abbiamo imparato a conoscere il concetto delle catene muscolari, secondo la personale visione del Dott. Léopold Busquet. Sintetizzando il concetto (per chi non avesse avuto modo di leggere l’articolo relativo), le catene muscolari sono dei circuiti di continuità di direzione e di piano attraverso i quali si propagano le forze organizzatrici del corpo. E per chiunque abbia il desiderio di approfondire l’argomento, consigliamo di leggere l’articolo relativo, qui.

Detto questo, entriamo ora nel dettaglio delle diverse tipologie di catene muscolari, osservando da vicino le due Catene Rette del Tronco:

“La flessione e l’estensione del tronco dipendono dalle catene rette. Avvengono in rapporto a due importanti assi miotensivi: uno anteriore e uno posteriore.”

Il Dott. Busquet suddivide quindi in due le catene rette, con entrambe specificità e caratteristiche biomeccaniche ben precise. Prima di analizzarle nel dettaglio, impariamo a riconoscerle:

CDF – CATENA DI FLESSIONE
L’asse anteriore unisce D1 al sacro prendendo relè: sullo sterno (1° costola D1); sul pube; sul coccige. Intercalati tra queste strutture ossee, i muscoli: intercostali medi; grandi retti; del perineo.
Questa catena anteriore forma un potente pilastro verticale di fronte all’asse rachideo, che forma l’asse posteriore.

Troviamo in questa catena:
– Intercostali medi / I grandi retti / I muscoli del perineo

Relè Cingolo Scapolare
– Triangolo dello sterno / Piccolo pettorale / Trapezio inferiore

Relè Arto Superiore
– Grande pettorale / Grande rotondo-romboideo

 


  • CDE – CATENA DI ESTENSIONE

L’asse è formato dalla colonna vertebrale, dai dischi e dai muscoli paravertebrali. La sua funzione è soprattutto di appoggio. L’asse posteriore, con i suoi muscoli corti, è una molla di richiamo, equilibra e modera l’azione dell’asse anteriore.

Questi i muscoli che troviamo:

Piano Profondo
Trasverso spinoso / Sopracostali / Epispinoso / Lungo dorsale / Sacro-lombare / Quadrato dei lombi

Piano Medio
Piccolo dentato postero-superiore / Piccolo dentato postero-inferiore

Relè Cingolo Scapolare
Trapezio Inferiore

Relè Arto Superiore
Grande Rotondo

 

Queste due catene cooperano tra loro, come agoniste e antagoniste, in particolari funzioni, interscambiandosi i ruoli in base alle necessità. Tra queste funzioni ce ne sono due di particolare importanza:

  • Arrotolamento – La catena di flessione avvolge il tronco, lo ripiega su stesso, conce il volume concentrandone il volume
  • Raddrizzamento –  Con la catena di estensione, il tronco trova il suo equilibrio, agendo come una forza che immagazzina l’energia che libererà nel raddrizzamento

Entrando nello specifico delle funzioni, il Dott. Busquet specifica questi aspetti:

“Nella funzione di arrotolamento il perineo, con le sue fibre longitudinali, agisce come un prolungamento dei grandi retti verticalizzando il sacro. È importante notare che il pavimento pelvico presenta fibre pluridirezionali. Lo stiramento, durante un lavoro passivo, può sollecitare solo alcune fibre, ma, durante un lavoro attivo, il perineo ha ogni fibra che lavora in modo sinergico”

Al momento dell’arrotolamento quindi:

  • con le fibre antero-posteriori, il perineo avvicina il coccige al pube
  • con le fibre trasversali, avvicina gli ischi, inducendo contemporaneamente l’apertura delle ali iliache

“Il movimento di raddrizzamento, d’estensione, è più globale di quello di arrotolamento, la sua azione è più stabile, ma meno fine. […] Quando il soggetto è in piedi, con il bacino fisso, si ha l’azione degli spinali; questi, posti al momento dell’arrotolamento in condizione di stiramento, si contraggono e agiscono sulle lombari re-instaurando la lordosi fisiologica come la corda di un arco”

Spesso, la muscolatura lombare è contratta e atrofica, ma queste condizioni si verificano un eccesso di lavoro costante. Il muscolo è fatto per un lavoro ritmico e non costante.

“Ogni lavoro continuo sviluppa le strutture fibrose (economiche) e detrimento delle fibre muscolari (atrofia del muscolo)”

Queste erano le catene rette del tronco, nelle prossime settimane impareremo a conoscere le altre, non meno importanti. Conoscere il funzionamento e i principi delle catene muscolari, è di significativa importanza per chiunque lavori (consapevolmente) nell’ambito della posturologia.

 

(Tutte le citazioni sono state prese dal libro: Le catene muscolari – VOL I, Editore Marrapese-Roma)