Posturoconsapevoli - La prima Community Italiana sulla Posturologia

INTERVISTA AL DOTT. GIANLUCA SALERNITANO – le interviste di posturoconsapevoli.org

INTERVISTA AL DOTT. GIANLUCA SALERNITANO – le interviste di posturoconsapevoli.org
Prima della presentazione del nostro prossimo ospite, lo staff del blog Posturoconsapevoli.org deve fare una precisazione per tutti gli utenti.
Tutte le interviste che leggete su queste pagine vengono riproposte così come ci vengono inviate, senza alcun taglio o censura.
Oggi il nostro ospite è sicuramente una delle persone più attive nella diffusione della Posturologia sul territorio nazionale.
Abbiamo raggiunto telefonicamente il dott. Gianluca Salernitano, presidente dell’ ” Associazione Italiana Studio e Ricerca in Posturologia”.
Troverete una testimonianza molto sentita e sincera incentrata sul significato della professione medica.

 

 

1-Lei è il presidente di una delle associazioni più importanti d’Italia per quanto riguarda la diffusione della posturologia. Da quale necessità nasce la creazione dell’ “Associazione Italiana Studio e Ricerca in    Posturologia”?
La necessità è stata proprio la mancanza sul territorio nazionale di un’associazione che potesse dare delle risposte alle domande dei colleghi.
Io mi occupo di posturologia da qualche anno e l’esigenza è nata proprio dal fatto che non sapevo a chi rivolgermi per chiedere delle cose, avere delle delucidazioni o anche sapere come poter organizzare un congresso.
Sono stato quindi spinto dalla passione dalla voglia di far crescere una branca della medicina così importante e che si era fossilizzata negli anni.
Esistevano comunque dei tentativi in Italia di alcune associazioni, che avevano però fallito.
Per noi che cominciavamo a studiare la posturologia, non era facile avere dei contatti con altra gente; Facebook non era così usato e non esistevano molti gruppi di fisioterapia o di scienze motorie.
Era molto complicato parlare di posturologia.
Quindi è nata questa idea nel 2009 e da allora posso dire che ci sono state parecchie soddisfazioni.
Penso di poter dire che a oggi l’Associazione Italiana Studio e Ricerca in Posturologia sia, sul territorio nazionale, l’associazione madre.
Chi vuole partecipare è ben accetto, non c’è assolutismo da parte nostra.
 2-Quali sono le vostre  iniziative principali?
Il 25 Ottobre c’è stato il nostro congresso nazionale a Caserta.
Ogni anno diamo una tematica al congresso in modo da seguire un percorso.
Sono intervenuti relatori di un certo livello come ad esempio il dott. Giuseppe Stefanelli.
Durante l’arco dell’anno ci sono invece le attività della Medical Training  Accademy; una società di formazione che ha la sua scuola di posturologia integrata.
Cerchiamo di fare una formazione di alto livello e superare i limiti della formazione universitaria.
Per quanto la formazione universitaria sia importante, conserva le sue lacune, e noi cerchiamo di superare queste  barriere e dare una formazione a 360°.
 3-Pensa sia auspicabile uniformare l’insegnamento dei vari master in posturologia clinica?
Io penso che un minimo di indirizzo già esista, il problema è che non viene rispettato.
Nella nostra scuola accettiamo tutte le figure sanitarie, perché la posturologia non è una branca esclusiva per i medici.
E’ una branca che ci insegna a valutare e osservare, ma cosa ancora più importante è che insegna la fisiologia del corpo umano.
Il suo insegnamento dovrebbe essere inserito in tutti i corsi di laurea; non dovrebbe essere un mistero che una cicatrice può provocare un disturbo posturale.
Per quale ragione un mio paziente va dall’oculista e gli vengono valutate solo le forie ?
Perché sottovaluta l’importanza della convergenza e dell’azione muscolare dell’occhio.
La stessa cosa capita se invio un mio paziente da un odontoiatra; ancora oggi si fa ortodonzia senza tener conto della funzione (lingua e deglutizione).
Ancora c’è tanta ignoranza.
Quindi è giusta la diffusione dell’insegnamento della posturologia, ma è chiaro che a ognuno di noi deve essere detto che lo può utilizzare mantenendo gli occhi ben puntanti sulle specifiche del proprio profilo professionale.
A molti ragazzi che provengono da scienze motorie o da ortottica ecc.. non viene detto questo e credono di aver acquisito un titolo.
Un titolo che gli consente di indossare un camice bianco!
Noi dobbiamo chiarire questa cosa perché dietro a quel ragazzo che porta i 3000 euro all’università, c’è un sognatore spinto da passione; noi quindi dobbiamo spiegare a questi ragazzi questo aspetto. E’ un fatto di onestà.
Non dobbiamo atteggiarci a “dottorori”, dobbiamo essere persone perbene.
Tutto questo è ciò che la “Società Italiana Studio e Ricerca in Posturologia” sta cercando di diffondere.
Se un laureato in scienze motorie svolge la sua attività a scuola, in palestra, con una società sportiva o in una struttura privata, come può fare correttamente prevenzione senza conoscere la posturologia?
Mi innervosisco quando viene detto che un  laureato in scienza motorie che ha conseguito un master o ha fatto un corso in posturologia è un abusivo.
Ma come si permettono ?
Dobbiamo informare su quali sono le competenze, cosa che l’università non fa sfortunatamente.
Un master non è un titolo abilitante a una professione, è solo un corso universitario.
Fondamentalmente è per queste ragioni che è nata la nostra scuola.
Cerchiamo di dare le giuste competenze, le giuste informazioni e l’onestà.
Cerchiamo di dire ai laureati in scienze motorie quello che possono e che devono fare:
dovete tenere gli occhi bene aperti su mio figlio, perché ve li affidiamo.
Dovete essere dei professionisti dello sviluppo; è una grandissima responsabilità.
4Cosa vorrebbe cambiare  nel sistema sanitario italiano?
Ora come ora toglierei le convenzioni ai centri e convenzionerei direttamente gli studi del medico, del logopedista, del fisioterapista, di tutte quelle che sono le varie attività, in modo da offrire un prodotto qualitativamente migliore e per creare una concorrenza; abbassare i prezzi per avere una qualità maggiore.
Non trovo giusto che il meno abbiente non possa permettersi  questi servizi.
Toglierei un po’ di potere al “barone”, al medico.
 5-Un’anamnesi approfondita sta alla base di una corretta terapia. Purtroppo, per diversi motivi è,  di fatto, la fase che più viene sacrificata. Quali sono secondo lei i motivi che portano a questa mancanza?
Forse è una questione di tempi, forse molte persone corrono davanti al paziente, o probabilmente non hanno la giusta chiave di lettura e non riescono a estrapolare dall’anamnesi le giuste informazioni.
 6L’utilizzo del neuro-taping nella normale pratica fisioterapica è in aumento. Pensa che sia utilizzabile anche nella rieducazione posturale?
Sicuramente non eccederei nell’utilizzo.
L’ho però utilizzato in alcuni casi e mi sono arrivate delle buone risposte.
Diciamo che come drenaggio, sostegno muscolare e stimolo propriocettivo, non avrei dubbi sulla sua utilità.
Il taping non deve però diventare l’unica risposta terapeutica da dare al paziente; può essere però un buon supporto alla terapia.
 7-Quanto si sta facendo, e quanto va ancora fatto nell’ambito della disabilità? 
Si sta facendo molto poco.
La posturologia ha bisogno di essere integrata in maniera più completa.
Ci sono ancora patologie che possono portare a disabilità, che se affrontate in maniera preventiva tramite la posturologia magari possono avere un esito diverso.
Penso che sia importante la diffusione. Andrebbe studiata di più e servirebbe una presa di coscienza da parte di tutta la medicina.
Sicuramente può dare un grande supporto.
Alcuni affermano di  non conoscerla, altri dicono di non crederci, come se fosse magia o pranoterapia.
Se si va a vedere su Wikipedia, la posturologia viene descritta ancora come una branca della medicina alternativa.
La medicina attuale queste cose non le ha affrontate; il medico non è pronto, preferisce fare tutto ciò che è di sua pertinenza; ha imparato a fare una cosa e la farà sempre.
Forse al medico non conviene; se gli si porta l’alternativa e non è di sua competenza, non la sa fare, quindi la soluzione al problema del suo paziente diventa un altro professionista. Questo al medico non piace, non è abituato.
Vede l’altro professionista come un antagonista e l’unica cosa che può fare è dire che l’alternativa non funziona e percorrere solo la sua strada.
Questa situazione è peggiorata anche dall’incompetenza dei non medici.
E’ per questo che la posturologia fa fatica a integrarsi.
 8Come affronta l’insuccesso terapeutico?
Grazie a Dio non succede frequentemente, ma quando capita, lo affronto con umiltà, rivedendo completamente quello che ho fatto.
Cerco quindi di trovare il punto  dove ho sbagliato e mi confronto con altri colleghi.
Non ho vergogna di alzare il telefono e confrontarmi con qualcuno.
Questo lo faccio anche preventivamente, quando permane una minima percentuale di dubbio.
Quando una persona è spinta dalla passione e dalla curiosità affronta queste situazioni con umiltà e si rimette in gioco.
Quando vivo un insuccesso mi dispiace perché una persona ha dato fiducia a me e sono io a dover risolvere il problema.
In queste situazioni comunque non demordo mai, magari non mi faccio neppure pagare, ma devo risolvere il problema.
 9Che consiglio si sentirebbe di dare a un giovane terapeuta appena laureato?
Affrontate il vostro percorso con tanta passione, non prendente dei titoli solo per appenderli al muro; avete bisogno di competenze e conoscenze.
Avete bisogno di divertirvi mentre lavorate e mentre apprendete.
Non fate delle stupide battaglie e lavorate in squadra, in modo da costruire tramite il lavoro di squadra.
Se scegliete un corso di formazione fate attenzione a chi tiene il corso, quali sono le persone coinvolte e cosa vogliono insegnare.
Guardate avanti e non guardate, ne di lato ne indietro.