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INTERVISTA AL DOTT. LUCA GIANNELLI – Le interviste di Posturoconsapevoli.org

by pconsapevoli
INTERVISTA AL DOTT. LUCA GIANNELLI – Le interviste di Posturoconsapevoli.org

Gli occhi sono lo specchio dell’anima; sono un raffinatissimo mezzo di comunicazione non verbale e, come sappiamo bene, sono un “timone” del nostro assetto posturale.

Purtroppo la valutazione del recettore oculare come informatore posturale non è ancora divenuta routine durante le normali valutazioni visive affrontate in modo tradizionale dagli Ottici-Optometristi, Ortottisti, Oculisti.

Per illuminarci su questo argomento centrale della posturologia abbiamo quindi raggiunto il dottor Luca Giannelli.

Parleremo di integrazione multidisciplinare, sport di alto livello e delle influenze delle nuove abitudini sul sistema visivo e quello posturale.

Un’intervista che racchiude l’essenza dell’essere consapevoli.

1 – Nonostante l’enorme importanza, la figura dello specialista visivo posturo – consapevole e le influenze del sistema visivo sul sistema posturale, sono ancora poco conosciute.
A suo avviso perché l’esame visuo-posturale non è stato ancora inserito nel protocollo delle visite specialistiche ordinarie?

Negli ultimi decenni si è arrivati nella specializzazione delle specializzazioni, questo, se da un lato ha consentito approfondire le conoscenze settoriali, dall’altro ha fatto perdere di vista l’individuo nella sua globalità. Non sono ancora conosciute su larga scala le interferenze fra i diversi apparati e gli specialisti consapevoli dell’importanza del lavoro in equipe, trovano ancora difficoltà a coordinarsi e a diffondere queste nuove conoscenze.

Il lavoro d’equipe interdisciplinare ha invece messo in evidenza la stretta relazione tra i principali sistemi di afferenza recettoriale e regolamentazione posturale dove la disfunzione di un sistema è in grado di alterare gli altri distretti i quali, in modo assolutamente automatico, cercheranno di adattarsi al nuovo pattern neuro-posturale. Necessaria è ora una formazione su base multidisciplinare e un network che possa far incontrare i diversi specialisti posturo-consapevoli per aprire nuove collaborazioni tra persone che parlano il medesimo linguaggio.

2 – Il ruolo del recettore visivo all’interno del sistema posturale viene erroneamente limitato alla funzionalità dei muscoli che governano il movimento oculare. Quanto invece è estesa la sua influenza?

Il sistema visivo svolge una funzione di stabilizzazione del sistema posturale e permette il normale sviluppo e posizionamento del corpo rispetto all’ambiente che ci circonda. In altre parole gli occhi sono la nostra guida posturale.

Il sistema visivo ha una doppia afferenza per il sistema nervoso centrale: una componente esocettiva, la retina, e una componente propriocettiva, i muscoli extraoculari. Dalla retina riceviamo informazioni sul dove siamo posizionati rispetto all’ambiente che ci circonda e a che distanza siamo dall’oggetto di interesse.

I muscoli estrinseci dell’occhio sono tra gli organi che hanno la più alta densità di fusi neuromuscolari per fibra e informano il Sistema Tonico Posturale sulla posizione degli occhi rispetto ai vari distretti corporei, in primis la testa. Sono in grado di stabilire la loro posizione rispetto alle informazioni che arrivano dai recettori siti per esempio nel collo, nel vestibolo, nell’apparato stomatognatico, nel tronco e nei piedi.

Oggi abbiamo dei test di semplice applicazione in grado di valutare in pochi minuti, ma in modo significativo, entrambe le componenti afferenziali dell’occhio. L’influenza del sistema visivo sull’assetto posturale dovrebbe quindi essere valutata almeno nelle sue due componenti principali. Allo scopo di avere un linguaggio e un metodo condivisi con l’equipe multidisciplinare con cui collaboro da 15 anni, abbiamo standardizzato i test in modo da avere una uniformità di valutazione indipendentemente dallo specialista che li esegue. Altro aspetto importante della standardizzazione, sono la ripetibilità e la possibilità di confronto dei risultati tra specialisti nel tempo o dopo trattamento. Dato che i tempi di visita sono sempre stretti, i test del protocollo visuo-posturale devono durare meno di 5 minuti in modo da essere fattibili e garantire una qualità valutativa utile ad una corretta diagnosi differenziale per determinare se e in che modalità il sistema visuo-posturale è disturbatore del sistema tonico posturale. I test e loro spiegazione sono consultabili alla pagina www.visionepostura.it

3 – L’utilizzo compulsivo degli smartphone e di altri dispositivi mobili, soprattutto da parte dei più giovani, che influenze può avere sul sistema posturale?

Prima dell’avvento dei mezzi tecnologici si era soliti dire: “Mi immergo nella lettura”, ora si può dire che i ragazzi si immergono nello smartphone. I dati epidemiologici del 2014 sono eclatanti: gli adolescenti hanno un uso medio di cellulari e tablet di circa 3-4 ore quotidiane.

Mentre nella lettura di un libro sono io che determino il livello di attenzione e i tempi ossia posso concedermi pause di riflessione, nel videogioco o il principio con cui sono realizzate le pagine web e i social network, sono incalzanti e non consentono la minima interruzione o calo attentivo. Ciò porta ad assumere posizioni sempre più rigide perché tesi nella competizione del gioco o nell’esplorare attivamente il mondo web. Se questo stimola la capacità di attenzione e di velocità di riflessi, inibisce la creatività.

Tutto questo provoca da un punto di vista visuo-posturale, l’assunzione di posizioni statiche, ravvicinate, contratte, quindi non ergonomiche, e tende a mantenere fissi i sistemi di puntamento e di qualità visiva come la convergenza e la messa a fuoco che sono fisiologicamente dinamiche. Se non si ha un sistema visivo e posturale efficiente, intervengono adattamenti sempre meno ergonomici con ripercussioni su tutto il corpo che già oggi quotidianamente possiamo vedere nei nostri ambulatori. Stiamo diventando sempre più statici a scapito di una più sana attività di movimento.

4 – Quali sono le cause più comuni dalle quali può nascere un deficit delle mobilità oculare?

Data la molteplicità delle cause da cui può nascere un deficit, è pressoché impossibile stabilire una scala o graduatoria.
Durante i corsi di formazione specifici sull’esame visuo-posturale si approfondiscono quelle legate all’apparato stomatognatico, al rachide cervicale, a quello podalico e viscerale, ma ve ne sono molte altre che passano anche per le intolleranze alimentari e disbiosi intestinali, nonché gli stressori emozionali.

Riprendendo la domanda di prima, il fatto che l’individuo si dedichi sempre più ad attività statiche, riduce lo stimolo alle funzioni dinamiche come la velocità di passaggio di messa a fuoco e di vergenza a diverse distanze, la coordinazione occhio-mano, ecc.
Il sistema visivo è una funzione primariamente anticipatoria quindi preparatoria del movimento ossia quello che viene chiamato in fisiologia sistema feed-forward, per cui ogni disfunzione a suo carico, si ripercuote inevitabilmente sulla bontà e prassia del gesto motorio con reclutamento di più catene muscolari e con aumento del tono del sistema.
Ecco perché in presenza di un deficit della mobilità oculare, la valutazione posturale deve prevedere una valutazione della funzione visiva nelle sue componenti: esocettoriale e propriocettiva.

5 – L’utilizzo del magnete è spesso discusso, lei cosa ne pensa di questo supporto per la correzione?

Chi propone il magnete o altri sistemi da posizionare a lato dell’occhio in corrispondenza alla proiezione esterna del percorso del muscolo retto laterale, argomenta l’utilizzo per la presenza di una ipoconvergenza oculare indotta da ipertono del muscolo retto laterale. Non vi sono però ancora ricerche che ne dimostrino elettromiograficamente la vera presenza di un ipertono del muscolo retto laterale.

Per semplicità assumiamo che l’ipotesi sia vera ossia ci sia ipertono del muscolo retto laterale. In questo caso tutti i soggetti che presentano ipoconvergenza oculare debbono avere una exoforia sia da lontano sia da vicino e maggiore nell’occhio ipoconvergente. Ciò deve avvenire perché interrompendo la fusione binoculare con mezzi dissociatori in grado di mostrare l’eteroforia, l’occhio con ipertono del retto laterale deve deviare verso l’esterno (in posizione exoforica); quindi: ipertono retto laterale = exoforia per lontano e per vicino.

La letteratura internazionale oftalmologica mostra invece che l’ipoconvergenza oculare coesiste sia con l’exoforia, sia con l’ortoforia e con l’esoforia. Personalmente, per scrivere il libro: “L’esame visivo Efficace”, ho valutato più di 12000 casi e posso confermare che l’ipoconvergenza oculare si presenza in associazione con le tre direzioni eteroforiche, dove l’exoforia rimane la più rappresentata.
La coesistenza delle tre direzioni eteroforiche fa clinicamente decadere la presenza di ipertono del retto laterale come unica causa del deficit di convergenza oculare. A rinforzo, da un punto di vista neuro-fisiologico non esiste il nucleo della convergenza, bensì un complesso sistema di connessioni neuronali che unisce la corteccia, il talamo, i nuclei della base e varie stazioni del tronco encefalico.
Piuttosto che definire un ipertono del retto laterale appare più corretto definire l’ipoconvergenza oculare come espressione di disorganizzazione del sistema delle vergenze. L’ipoconvergenza è quindi non la causa ma l’effetto motorio di tale disorganizzazione per cui la riabilitazione va mirata alla causa agendo, sia sui distretti che ne provocano l’alterazione, sia agendo sulla componente centrale e questo mi orienta sulle metodologie di rieducazione visiva piuttosto che di mezzi che agiscono su un singolo muscolo.

Il loro uso mostra invece maggiore utilità durante la valutazione diagnostica, non tanto per valutare le variazioni in meglio, peggio, uguale al re-test della convergenza oculare che è un test locale, bensì associate ai test di riflessi neuro-visivi che sono sistemici, in grado quindi di valutare come la funzione visiva si integra con tutto il sistema tonico-posturale (STP).

In conclusione, quando utilizzo i sistemi come il magnete, infrarossi ecc, li uso per diagnosi e non per trattamento. Personalmente noto in certi casi delle variazioni migliorative, a volte neutre e peggiorative sull’effetto dell’ipoconvergenza oculare per cui è indubbio che portino delle nuove informazioni al STP, ma non mi sento, né sono ancora in grado di dare una connotazione valutativa valida all’uso di questi mezzi.

6 – Gli esercizi di rieducazione visiva compreso l’oculomotricità possono essere coadiuvati da esercizi di propriocezione generale?

Sì, assolutamente. Rientra nel quadro dell’approccio multidisciplinare ai deficit visuo-posturali la rieducazione della propriocezione generale, ovvero mirata ai sistemi che più perturbano o sono perturbati dalla funzione visiva. Lo stesso sistema visivo ha una componente propriocettiva afferenziale per il sistema nervoso centrale di fondamentale importanza: i muscoli extraoculari. Questi muscoli sono associati con la catena neuro-muscolare Postero Anteriore di cui principe è il muscolo diaframma e che dal quale passano tutte le catene. Ecco ancora una volta la neurofisiologia ci sostiene nel lavoro multidisciplinare che, a mio avviso, è il miglior approccio integrato per il benessere dell’Utente.

7 – Lo sport agonistico ha forse sdoganato l’esercizio oculomotorio. Che contributo può ancora dare lo specialista della visione posturo-consapevole allo sport di alto livello ?

Lo sport agonistico sta dando enfasi sull’importanza del recettore visivo come guida del movimento, sia perché è legato ai media che divulgano informazione, sia perché si è visto che l’allenamento motorio senza un’analisi e un corretto allenamento visuo-percettivo-motorio rimane incompleto nel portare un atleta ai vertici della propria carriera.
Interagiamo con l’ambiente e tocchiamo per esempio il pallone o la palla da tennis al momento giusto perché è la funzione visiva che ci dice dove e quando farlo.

Il contributo dello specialista della visione posturo – consapevole è quello di analizzare la funzione visiva all’interno del sistema posturale e di organizzare uno specifico allenamento mirato a cosa si vuole migliorare. Per esempio ridurre i tempi di risposta motoria ad una stimolazione visiva ossia prima capisco dove sta la palla e più ho tempo di coordinarmi al meglio per colpirla nel momento esatto e con il miglior schema neuro-motorio. Le altre discipline agiranno in sinergia precisando l’armonia e la prassia del movimento in funzione di un input visivo che rimane elettivo rispetto agli altri sensi recettoriali soprattutto quando si tratta di colpire un oggetto come una palla.

Personalmente collaboro con un equipe con un programma estremamente efficace nel potenziare le abilità percettivo motorie e la resistenza dell’atleta alla fatica visiva che altera la precisione del movimento. Anche in questo caso il lavoro è sempre in coordinazione d’equipe multidisciplinare dove i diversi specialisti si confrontano mettendo la propria esperienza al servizio della collettività.

8 – Nella sua pratica ha mai riscontrato un collegamento tra problematiche oculomotorie e DSA (Disturbi Specifici dell’Apprendimento) o A.D.H.D. (Sindrome da deficit di attenzione e iperattività)?

La domanda è interessante e si deve evitare di semplificare la risposta riducendo il contributo della visione ad una insufficienza di convergenza, la cui presenza è comunque da indagare.

Considerando i soli soggetti negativi sul piano patologico che sono la larga maggioranza di quelli affetti, si tratta di due sindromi differenti. In entrambe il soggetto non riesce a stare nei tempi di un apprendimento normale ma è solo nella seconda che l’iperattività gioca un ruolo fondamentale e condizionante il disturbo. L’iperattività di per sé è un fenomeno di eziologia complessa con ampie componenti psicomotorie ed in particolare relazionali, ed è lì che andrebbe ricercata l’origine del problema che solo poche volte è di origine francamente visiva. Pur non essendovi alcuna patologia oculare, l’interferenza visiva può però essere importante e addirittura critica in quanto la visione è la fondamentale organizzatrice del comportamento e delle funzioni mentali.

In alcuni casi la funzione visiva si presenta grossolanamente disfunzionante e tale da pregiudicare la concentrazione. Nella stragrande maggioranza dei soggetti DSA e A.D.H.D., invece, la funzione visiva appare relativamente normale e solo con particolari test si evidenzia il problema che accomuna queste disabilità, ovvero che le competenze posturo motorie e quelle linguistico mentali non sono integrate con le abilità visive. Dopo i tre anni di età e sempre più in età successive, la visione diviene la principale funzione che modula le competenze viso motorie e psicomentali implicate nei processi di apprendimento. Un deficit di integrazione rende questi processi assai difficili e con una riabilitazione d’equipe si possono ottenere buoni risultati.

Un saluto e un consiglio per i nostri lettori

Quando ti lasci aprire al mondo multidisciplinare o lo ami o fai di tutto per ignorarlo. Amare è portare passione dentro di sé e verso chi ci sta vicini, prova ne è che tra specialisti con consapevolezza posturale ci cerchiamo, continuamente!
Per quanto riguarda ciò di cui mi occupo, approfondire la componente visuo-posturale e di come fare un esame visuo-posturale è una passione che ti travolge e che integra le proprie conoscenze, qualunque sia il campo di appartenenza professionale.

Infine, ma non meno importante, un grazie allo staff di posturoconsapevoli per abbracciare e sostenere con energie e qualità scientifica la formazione multidisciplinare.