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LE CATENE MUSCOLARI – Léopold Busquet

by pconsapevoli
LE CATENE MUSCOLARI – Léopold Busquet

Qualunque professionista abbia a che fare con la Posturologia, ha sicuramente avuto modo di conoscere e approfondire il concetto delle Catene Muscolari. Molto spesso vengono chiamate in causa, sia come responsabili di defezioni posturali, o come “trasportatrici” delle stesse su altre zone del Sistema Tonico Posturale.

Ma sappiamo veramente di cosa si tratta?

Per comprendere bene la loro essenza, è bene partire dall’origine.
Cosa sono le catene muscolari?

“Le catene muscolari rappresentano circuiti in continuità di direzione e di piano attraverso i quali si propagano le forze organizzatrici del corpo”

Metaforizzando questo concetto di Léopold Busquet, potremmo dire che le catene muscolari sono come un tetto costituito da tegole. Ogni tegola rappresenta un singolo muscolo, e le file di tegole le catene muscolari. Come è ben facilmente intuibile, se dovessimo prendere qualche tegola (ovunque) e modificargli la posizione, o la sua dimensione, avrà inevitabilmente delle ripercussioni su tutto il resto della fila.

Tornando alla funzionalità delle catene muscolari è doveroso capirne l’essenza, avendo ben in mente quella che è l’organizzazione fisiologica del corpo. Questa, in particolare, permette di comprendere i possibili schemi adattativi sia di origine compensativa che patologica.

“Il corpo obbedisce a tre leggi:

  • equilibrio
  • economia
  • confort (assenza di dolore)”

Nella situazione di benessere, e quindi fisiologico, il sistema risulta essere in equilibrio sotto ogni suo aspetto e dimensione e le soluzioni adattate dall’organismo rispondo alla legge dell’economia. Il corpo umano è “maestro” nel risparmio, ovvero, all’ottimizzazione del risultato rispetto alla spesa per il suo raggiungimento.

Mentre in una situazione anomala, patologica e/o compensativa che sia, cambia completamente lo schema. Infatti l’organizzazione del corpo mira alla conservazione dell’equilibrio, dando priorità all’assenza di dolore. Nel momento in cui questo aspetto è maggiore, o peggio cronicizzato, il corpo crea una serie di adattamenti  per limitare al massimo la sensazione di dolore, creando adattamenti difensivi, meno economici e più confortevoli.

“Ogni struttura connettiva (aponeurosi, guaine, tendini, legamenti, capsule, periostio, pleura, peritoneo, etc.), di origine mesodermica, fa parte, sul piano funzionale, di un’unica fascia.
[…] I muscoli sono contenuti nelle guaine interdipendenti. Il riequilibrio delle tensioni passa attraverso il trattamento di questi involucri. Il muscolo è solo una “manovra” al servizio dell’organizzazione generale, cioè al servizio delle fasce”

Il concetto delle catene muscolari quindi, è molto più complesso e profondo rispetto a quello che si possa pensare. Vanno considerati aspetti, priorità di organizzazione e meccanismi che il corpo mette in atto a seconda della situazione.

Nelle prossime settimane impareremo a conoscere singolarmente,  ogni gruppo di catene muscolari, e relativamente anche le singole catene mio-fasciali.
Concludiamo ora, con un punto molto importante per il Dott. Busquet, e quindi, per tutti noi:

“Il trattamento deve sempre cercare le cause attraverso la logica, la comprensione e il rispetto delle strutture. Da ciò deriva l’importanza dell’approccio manuale in campo viscerale e cranico. La relazione “contenente-contenuto” è alla base della comprensione e del trattamento.
Ottenuto il rimodellamento delle fasce con il trattamento delle catene, solo allora si potrà riarmonizzare in modo efficace e duraturo la loro mobilità” – Léopold Busquet

 

(Tutte le citazioni sono state prese dal libro: Le catene muscolari – VOL I, Editore Marrapese-Roma)