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METODO MÈZIÉRES

by pconsapevoli
METODO MÈZIÉRES

La forma perfetta è il tramite della funzione perfetta
Françoise Mèziéres

 

Il metodo Mèziéres nasce dall’omonima, e celeberrima, Françoise Mèziéres a metà del ‘900 da un famoso episodio che la illuminò:

“Un’osservazione ha sconvolto tutto quello che avevo imparato fino ad allora. Nel 1947 venne da me una signora che presentava un’enorme cifosi con una media iperlordosi. Un paio d’anni prima era stata messa da De Saze in un corsetto rigido (cuoio e ferro). Il corsetto aveva lavorato bene all’inizio, ma aveva poi creato diverse piaghe. Si era talmente aggravata da presentare periartrite scapolomerale che impediva la funzionalità di un arto superiore. Pensai, quindi, di avvicinare le mani al petto e spingere le spalle all’indietro (metodo classico), ma era troppo rigida”

Come la maggior parte di voi saprà, il metodo Mèziéres ha rivoluzionato il modo di osservare una persona e la sua patologia. Forse per la prima volta, è stata presa in considerazione una visione globale e non settoriale della problematica.
Ma su cosa si basa il concetto di questo metodo? E perché è importante nell’aspetto posturale?

Secondo Mèziéres l’eccesso di forza, o meglio, di rigidità, è caratteristica dei muscoli della colonna e, soprattutto, dei muscoli paravertebrali. L’equilibrio in piedi è assicurato dalla forza dei muscoli posteriore e dai loro ausiliari addominali, forza che si oppone all’azione della gravità, la quale agisce anteriormente all’asse vertebrale. Il carico eserciterebbe un’azione di tipo compressivo e la gravità favorirebbe una caduta in avanti del corpo.
Attraverso la visione di Mèziéres, la muscolatura spinale è la più forte e produce compensi, soprattutto nel senso della lordosi, a vari livelli. Inoltre non sarebbe la gravità, come affermato dai classici, bensì i muscoli del dorso con le loro rigidità e contratture a produrre compressione sulle vertebre (pezzo tratto dal libro Rieducazione delle scoliosi e delle lombalgie – Vincenzo Pirola, edi-ermes).

“La misi distesa, supina, e spinsi sulle spalle. Le spalle non si mossero, ma si creò un’iperlordosi lombare. Cercai di annullare l’iperlordosi appoggiando gli arti inferiori al bacino e si ebbe un’iperlordosi cervicale. Mentre ci viene insegnato che la muscolatura posteriore è più debole, in realtà è più rigida! Il lavoro, quindi era di allungare questi muscoli operando non sulla gibbosità, ma sulla lordosi e sull’insieme delle catene muscolari.”

Per catena muscolare s’intende un sistema di più muscoli mono -e poliarticolari embricati tra loro, per cui il movimento di uno, o più muscoli, influenza anche gli altri. Dalla nuca al sacro, dal sacro agli arti inferiori, sotto la pianta del piede e risalendo anteriormente fino al ginocchio, esiste un embricarsi di muscoli che costituiscono come un enorme e lungo complesso muscolare dotato di notevole tensione e scarsamente elastico a cui Mèziéres ha dato il nome di catena posteriore.
Questa catena lavora in modo globale cosicché, se a un determinato livello, per esempio cervicale, si ha un accorciamento per un’alterazione prodottasi nel tempo (ad esempio iperlordosi cervicale) oppure traumatica (ad esempio colpo di frusta), tale accorciamento trascina tutto il resto della catena.

Risulta impossibile potersi addentrare nello specifico in questa metodologia in così poche righe, ma è possibile poter riassumere le basi della stessa in tre punti essenziali (punti tratti dal libro Il manuale del mézièrista Vol I – Godelieve Denys-Struyf, ed. Marrapese – Roma):

  1. La tensione dei muscoli posteriori determina, al livello della colonna vertebrale, l’esagerazione delle curve sagittarie e delle scoliosi;
  2. La lordosi è sempre primaria, la cifosi e la scoliosi sono deformazioni secondarie;
  3. La lordosi, le rotazioni interne e il blocco diaframmatico in inspirazione sono riconducibili ad una sola realtà.

In conclusione, il metodo Mèziéres, studiato con il necessario approfondimento e applicato con la necessaria professionalità (e, soprattutto, dai professionisti adeguati), potrebbe dimostrarsi un importante passo qualitativo nel complesso panorama della ginnastica medica, e della posturologia.