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SCOLIOSI E MALOCCLUSIONE – Binomio reale?

SCOLIOSI E MALOCCLUSIONE – Binomio reale?

Come si sa, la scoliosi è una patologia particolare.
Nell’età dello sviluppo è particolarmente facile imbattersi in questa situazione, e per di più, è ancor più facile imbattersi nelle scoliosi definite idiopatiche, ovvero senza una specifica origine.

Nei mesi passati abbiamo già trattato argomenti similari, in particolare negli articoli: ATTEGGIAMENTO SCOLIOTICO E OCCHI e POSTURA E SCOLIOSI.

Oggi vogliamo guardare questo argomento da un punto di vista differente: esiste un rapporto tra malocclusione e scoliosi?
A nostro avviso è un argomento di particolare importanza, non si può considerare il corpo a compartimenti stagni. Se nel precendete articolo abbiamo visto come effettivamente esista una correlazione tra atteggiamento scoliotico e gli occhi, l’apparato stomatognatico rappresenta un altro punto essenziale nell’attenzione posturale.

Nello studio effettuato dal Dipartimento di Anatomia Umana dell’Università di Napoli II è stato effettuato uno screening su duemila bambini volto alla ricerca di una possibile interazione tra occlusione interdentale e scoliosi.
La vera domanda a riguardo è anche: come può l’apparato stomatognatico influire sulla postura?
A questa domanda consigliamo di rivedere l’articolo relativo (MALOCCLUSIONE E POSTURA), dove però possiamo trarre dall’articolo questo principio:

“La stretta correlazione esistente fra la posizione delle diverse parti scheletriche del corpo nello spazio ed il continuo rapporto di regolazione esercitato dal Sistema Nervoso Centrale sulla muscolatura, tramite l’elaborazione delle informazioni ricevute dai propriocettori parodontali, articolari e muscolari, in aggiunta agli stimoli sensoriali, determina continue variazioni della postura del capo e della posizione della mandibola e dell’osso ioide.”

Il test del gruppo di studio dell’università è stato impostato nel seguente modo:

“Il test consiste nell’esecuzione di un movimento di flesso-estensione del tronco o anche di sola estensione, mentre i bambini erano a piedi uniti, non piegavano le ginocchia e reggevano tra le mani un piccolo peso, per esaltare la risposta muscolare.
[…] Il grado di positività del test, è basato sulla differenza percentuale dell’attività tra aree muscolari paravertebrali corrispondenti.”

Quindi questa è la disposione per il rilevamento dei dati, mentre queste le classificazioni dei risultati che si otterranno:

“Sono stati individuati tre livelli di positività: moderata (25%<X<30%), marcata (30%<X<40%) e molto marcata (X>40 %). Allorquando la positività è moderata, non si attribuisce un eccessivo significato clinico; a quella marcata, corrispondono scoliosi posturali, mentre a quella molto marcata, scoliosi strutturate, come da conferma radiologica.”

I risultati ottenuti sono stati molto interessanti:

–  malocclusione di seconda classe prima divisione con diversi livelli di curva scoliotica;
–  malocclusione di seconda classe prima divisione con doppio livello di curva scoliotica;
–  malocclusione di seconda classe prima divisione con grado di positività del test di tipo moderato;
–  malocclusione di seconda classe prima divisione con grado di positività del test di tipo marcato;
–  malocclusione di seconda classe prima divisione con grado di positività del test di tipo molto marcato;
–  overbite con diversi livelli della curva scoliotica;
–  overbite con doppia curva scoliotica;
–  overbite e grado di positività del test di tipo moderato;
–  overbite e grado di positività del test di tipo marcato;
–  overbite e grado di positività del test di tipo molto marcato.

I risultati ottenuti ci consentono di riflettere su due tipi di analisi e, cioè, su correlazioni tra patologie odontoiatriche e livelli di curva scoliotica, nonché tra patologie odontoiatriche e diverso grado di positività della scoliosi.

“il dato che più colpisce è l’alta percentuale di casi di malocclusione di seconda classe prima divisione e convessità della curva a livello lombare destro; mentre nella correlazione overbite-curva scoliotica, il maggior numero di casi si ha a livello lombare sinistro e destro.
Per quanto riguarda il secondo tipo di analisi, nella malocclusione di seconda classe prima divisione, il grado di positività di tipo marcato e molto marcato è ugualmente presente a livello toracico destro e lombare sinistro. Nell’overbite la positività marcata è presente in maniera più consistente a livello lombare sinistro e toracico destro, mentre la positività molto marcata si ha sia a livello lombare destro che sinistro.”

Dunque, in conclusione, non si possono negare le interazioni funzionali tra disfunzioni occlusali e scoliosi, siano esse posturali che strutturate, anche se con percentuali differenziate a seconda delle patologie odontoiatriche, dei livelli di curva scoliotica e i gradi di positività del test per la scoliosi.

Qui di seguito l’articolo di S. Di Giacinto, B. Valentino , A. Guidetti, R. Valentino, E. Farina, T. Valentino: CORRELAZIONI FUNZIONALI TRA SCOLIOSI E DISFUNZIONI OCCLUSALI

RIPROGRAMMAZIONE POSTURALE GLOBALE NEI DISORDINI CRANIO-MANDIBOLARI

RIPROGRAMMAZIONE POSTURALE GLOBALE NEI DISORDINI CRANIO-MANDIBOLARI

Bisogna premettere che l’argomento trattato in questo articolo è abbastanza specifico, ma di notevole interesse per chi si occupa di postura quotidianamente.

Come il titolo suggerisce si guarderà la postura attraverso la visione della Riprogrammazione Posturale Globale del Professor Bernard Bricot.
Senza entrare troppo nello specifico (potete anche acquistare il relativo libro online) è possibile identificarla in questo principio da lui scritto:

“La postura è l’insieme delle strategie attuate dal nostro sistema tonico-posturale per interagire in statica e in dinamica con lo spazio circostante contro la gravità in ergonomia, nel massimo confort e con il minimo dispendio di energie”

Addentrandoci più in profondità nel nostro articolo cercheremo di capire non “se” l’apparato stomatognatico interferisca nel sistema tonico-posturale, ma “come“!

“Ogni movimento può essere quindi considerato come un cambiamento di postura e la postura come punto d’arrivo di ogni movimento”

Gli autori dello studio a cui si fa riferimento oggi specificano la loro visione sulla postura attraverso questo principio, andando a convergere nella visione di Bricot:

“Il controllo della postura rappresenta dunque una funzione di estrema importanza, poiché un corretto funzionamento dell’intero sistema consente di ottimizzare la velocità, la forza e la precisione di un movimento, minimizzando la spesa energetica”

Avendo già affrontato il tema di apparato stomatognatico e interferenze sul sistema tonico-posturale in precedenti articoli (ultimo dei quali MALOCCLUSIONE E POSTURA), l’elemento caratteristico ora risiede nel capire le oggettive conseguenze di questa interferenza.

Attraverso il duplice esame, Posturografico e Baropodometrico, sono stati valutati due popolazioni di soggetti suddivisi nelle relative categorie: “patologia occlusale” e “normocclusale”.

L’aspetto importante di questo studio è stato inoltre quello di analizzare le diverse conseguenze delle diversi classi di malocclusione sul sistema stesso.

malocclusioni-schema

I risultati ottenuti sono tra i più interessanti:

  • nei soggetti con una normocclusione entrambi gli esami hanno evidenziato un normale range di distribuzione di carico, e quindi rientranti nella condizione di normalità;
  • nei soggetti con malocclusione di prima classe si è verificato un disallineamento globale tra il baricentro corporeo e il punto di proiezione degli arti inferiori, esprimente un atteggiamento torsionale; il carico del peso corporeo era distribuito difformemente, spesso con un ipercarico sull’avampiede da un lato e nel retropiede controlaterale;
  • nelle seconde classi prima divisione si è riscontrato, quale dato comune, un’interiorizzazione del baricentro corporeo, mentre nella maggior parte dei casi il carico del peso corporeo era disequamente distribuito a livello emisomico e/o retroavampodalico;
  • nelle terze classi si è riscontrata una posteriorizzazione del baricentro, sempre come dato comune, spesso con un ipercarico meso retropodalico ed un atteggiamento tendente al piattismo;

“Dai dati riscontrati si dimostra che vi è uno stretto rapporto tra apparato stomatognatico e sistema posturale.
[…] A tal proposito i disordini cranio mandibolari e le malocclusioni, che spesso giungono alla nostra osservazione, non sempre andranno trattati come tali, potendo rappresentare l’effetto o il compenso di disordini  posturali secondo un’ottica più globale”

Prosegue quindi la volontà da parte nostra di dimostrare come e quanto sia importante valutare la persone nel suo insieme, e non come parti separate e incondizionate dalle altre.

Qui il bellissimo articolo di D. Caradonna, P. Buzzanca e C. Caradonna: RIPROGRAMMAZIONE-POSTURALE-GLOBALE-NEI-DISORDINI-CRANIO-MANDIBOLARI

 

 

MALOCCLUSIONE E POSTURA

by admin
MALOCCLUSIONE E POSTURA

 

“Si può concludere che il motivo dello scatenarsi di molte sintomatologie dolorose posturali va ricercato nel fatto che non si realizzano i presupposti per un occlusione stabile, in quanto determinate situazioni cliniche (precontatti, estrusioni, migrazioni, mancanza di denti, etc.) portano la mandibola a chiudere in modo eccentrico.”

Partire dalla fine è sempre un buon inizio.

Insistere su un elemento importante come l’apparato stomatognatico (AS)e sulle sue interferenze con il sistema tonico posturale è sempre importante.
E’ appurato come, e quanto, l’AS sia potente nel condizionare il resto del corpo, ma la domande è: come?

“La stretta correlazione esistente fra la posizione delle diverse parti scheletriche del corpo nello spazio ed il continuo rapporto di regolazione esercitato dal Sistema Nervoso Centrale sulla muscolatura, tramite l’elaborazione delle informazioni ricevute dai propriocettori parodontali, articolari e muscolari, in aggiunta agli stimoli sensoriali, determina continue variazioni della postura del capo e della posizione della mandibola e dell’osso ioide.”

In altre parole, il nostro Sistema Nervoso Centrale (SNC) comanda il corpo  in base alle informazioni che le diverse parti del corpo passano al SNC stesso.
E’ un sottilissimo equilibrio: prendendo in riferimento l’apparato stomatognatico nella sua normalità, il SNC avrà un feedback da parte di questo positivo, e di conseguenza il SNC manderà un comando di posizionamento alla mandibola, all’osso ioide e alla testa di adattamento. Ma se ci fossero una o più problematiche all’apparato stomatognatico (malocclusione, precontatti, mancanza di denti, masticazione monolaterale, problematiche all’Articolazione Temporo Mandibolare, etc.) il SNC riceverà di conseguenza delle comunicazioni da parte dei vari recettori di scompensi. Considerando che il nostro corpo ricerca in tutti i modi l’equilibrio, le parti del corpo vicine a quella scompensata verranno utilizzate per cercare di riequilibrare il sistema creando il “compenso allo scompenso”.

Ma questa situazione è tra le più pericolose, in quanto è un effetto domino che può facilmente prolungarsi sino allo stato patologico.

“Quando un dente è in contatto prematuro, i muscoli elevatori dello stesso lato subito si rilasceranno consentendo la contrazione ai muscoli abbassatori (flessori) omolaterali. Se lo stimolo nocicettivo diviene duraturo, i muscoli devieranno la mandibola in un’intercuspidazione più confortevole, alterando così la loro postura e quindi il tracciato elettromiografico.”

Le catene muscolari fanno il resto, proiettando la disfunzione a livello dell’apparato stomatognatico anche fino all’appoggio podalico. Per questo è molto importante considerare il corpo in maniera completa e non segmentata, qualunque problematica potrebbe essere risolta riequilibrando un altra parte del corpo:

“La consapevolezza di ciò porta anche alla variazione delle nostre terapie, molte volte solamente sintomatiche.”

 

Qui l’articolo di Ambrosio R., Bisogno M., Carano M., Carano M., Esposito A.: Malocclusione e postura

 

POSTUROLOGIA HOLLIWOODIANA

POSTUROLOGIA HOLLIWOODIANA

 

Una particolare tendenza che si sta verificando sempre di più negli ultimi anni è l’accanita ricerca della così chiamata “estetica holliwoodiana”, ovvero quella bellezza che rincorre spasmodicamente la perfezione.
In particolare uno dei campi più soggetti a questo trend è quello relativo alla bocca, quindi, l’odontoiatria e ortodonzia.

Come già visto in diversi precedenti articoli, come ad esempio CAMBIAMENTI POSTURALI DOPO LA CORREZIONE DELLA LINGUA e ANALISI OSTEOPATICA E POSTUROLOGICA TRA DEGLUTIZIONE DISFUNZIONALE E ALTERAZIONE DELL’EQUILIBRIO si è dimostrato e visto quanto sia importante l’interferenza della lingua con la bocca, e di come questa possa anche interferire con il lavoro ortodontico in atto.
Si è inoltre visto come lavorare sull’apparato stomatognatico abbia degli effetti importanti sul resto del corpo negli articoli BITE POSTURALI – LA POSIZIONE POSTURALE MANDIBOLARE  e DENTOSOFIA E POSTUROLGIA.

Molto spesso, purtroppo, l’aspetto estetico è prioritario a quello funzionale: ma quanto paga questa volontà nella ricerca del perfettamente bello?

“L’apparato stomatognatico non è un’unità a se stante, ma è parte integrante di viso e corpo. Il corpo è collegato dalla testa ai piedi da cinque catene muscolo – fasciali che lavorano insieme. Di una di queste catene, la catena antero mediana, fa parte l’osso ioide che, attraverso i muscoli sovraioidei, è collegato a testa e bocca ed attraverso i muscoli sottoioidei è collegato anche alle spalle.”

Con queste frasi Giovanni Maver sottolinea come tutto l’apparato stomatognatico sia collegato con il resto del corpo, piedi compresi.
Continua:

“Possiamo perciò avere delle tensioni muscolari che dalla bocca, attraverso lo ioide, disturbano l’equilibrio del resto del corpo (e viceversa).”

Questo aspetto è molto importante da comprende in quanto, un apparato stomatognatico problematico e non funzionale, può facilmente essere la causa di dolori e disfunzioni anche “lontane” dalla bocca stessa. In questo caso si interverrà con un processo di cambiamento dell’apparato stomatognatico con lo scopo di un benessere del corpo.

Ma quando, né il corpo e né la bocca presentino disfunzioni, intervenire sul cambiamento strutturale dell’apparato stomatognatico a puri fini estetici potrebbe comportare la nascita di problemi posturali che prima non esistevano?

Il nostro corpo vive nei suoi compensi, in un continuo assetto i vari sistemi si adattano vicendevolmente creando l’ equilibrio posturale.

La risposta è sì, la possibilità è concreta, a meno che non sia fatta in ottica posturo consapevole.

Qui l’articolo di Giovanni Maver in merito: LA PROTESI POSTURALE

DALLA MATRICE EXTRACELLULARE ALLA POSTURA

by admin
DALLA MATRICE EXTRACELLULARE ALLA POSTURA

Fino ad oggi abbiamo sempre affrontato caratteristiche e problematiche relative alla postura con una visione “macro” del sistema, ma non esiste solo questa.

Il concetto su cui si basa la Natura è la creazione di un “sistema” attraverso il sostentamento e lo sviluppo di un altro sistema, ovvero non può esistere un sistema chiamato uomo se al suo interno non esistono altri sistemi che lo costituiscono.
Inevitabilmente questi sono tra loro connessi in maniera biunivoca, avranno quindi il potere di condizionarsi vicendevolmente.

Conoscere e comprendere, attraverso la visione “micro” del nostro sistema, quale sia l’entità e il relativo condizionamento della Matrice Extra Cellulare (MEC, ndr) che ha sulla postura, diventa dunque un elemento di non trascurabile importanza.

Senza entrare troppo nello specifico sulla Matrice Extra Cellulare (ma che potrete trovare informazioni relative cliccandoci sopra) c’è da sapere che svariati recettori presenti sulla membrana delle cellule sono adibiti a captare e interagire con gli stimoli intra ed extra cellulari e sono soggetti a profonde variazioni durante tutto l’arco della vita cellulare.
La cellula pertanto combina, coordina, trasforma, attiva e cessa numerose operazioni provenienti sia dal suo interno che dalla MEC processandole al momento opportuno attivando la specifica reazione (vivere, morire, dividersi, muoversi, modificarsi, secernere qualcosa nella MEC o immagazzinarlo al suo interno ecc.).

“La MEC è costituita da specifici elementi, che sono:

  • proteine strutturali;
  • proteine specializzate;
  • proteoglicani e glusamminoglicani.

Può essere quindi considerata come un complessissimo network in cui i suoi elementi forniscono innumerevoli funzioni fra cui quelle di supporto strutturale e regolazione di ogni attività strutturale e organica. Occorre considerare l’omeostasi globale cellulare come un complesso di meccanismi che possono trovare origine e sviluppo all’interno della cellula o all’esterno nella MEC. Siamo di fronte a un infinito network biochimico in grado di generare, modulare, variare e propagare, anche a distanza, milioni e milioni di informazioni.”

Con questo concetto il Professor Chetta (da cui l’articolo in allegato) esprime il concetto di unità e condizionamento che ha origine dal micro del nostro sistema, andando poi a condizionare conseguentemente il macro:

“Tutti i tessuti sono collegati e funzionalmente integrati fra loro non in sistemi chiusi ma aperti; fra essi avvengono continui scambi, che possono attuarsi sia a livello locale che sistemico, sfruttando messaggi biochimici, biofisici ed elettromagnetici, ossia utilizzando le varie forme di energia.”

Aggiunge inoltre:

“Il tessuto connettivo è parte integrante della MEC.
Esso non presenta soluzioni di continuità: ogni tessuto e organo contiene tessuto connettivo e le loro funzioni dipendono in maniera straordinaria dalle interconnessioni anatomo-funzionali. Embriologicamente la maggior parte dei tessuti connettivi derivano dal mesoderma, alcuni tessuti connettivi del cranio derivano direttamente dal neuroectoderma.
Quello che fino a poco fa era considerato un “banale” tessuto di connessione e riempimento, è in realtà un sistema o organo con innumerevoli fondamentali funzioni.”

Ed è qui che si realizza il collegamento tra il micro e il macro, ovvero tra la matrice extracellulare e la postura:

“Fra i vari tipi di tessuto connettivo la fascia connettivale è il “ponte” che ci conduce dalla MEC alla postura.”

Per approfondire questa importante correlazione è a vostra disposizione l’intero articolo del Professor Chetta: Matrice Extra Cellulare e Postura

ANALISI POSTURALE IN PAZIENTI CON DISTURBI DELLA VOCE

ANALISI POSTURALE IN PAZIENTI CON DISTURBI DELLA VOCE

In questi ultimi anni è aumentato considerevolmente l’attenzione e lo studio correlativo tra i disturbi della voce e la postura. Sempre più ricercatori e professionisti si avvalgono di questi studi sperimentali nel dimostrare e confermare come i problemi relativi alla voce abbiano anche un importante condizionamento a livello posturale.

Ma come può la voce influire sulla postura?

Non bisogna assolutamente dimenticare che la voce è il “prodotto” di una serie di complesse contrazioni muscolari che permettono alla corde vocali di vibrare e, quindi, produrre un suono.

Uno dei disturbi più frequenti della voce, o disfonia disfunzionale ipocinetica, è un’alterazione muscolare extra-laringea anche se, a oggi, non ci sono certezze se questa disfunzione muscolare sia la causa oppure la conseguenza dell’inadeguata attività laringea.
La situazione disfunzionale crea molto probabilmente un circolo vizioso in cui un’alterata tensione extra-laringea e una inadeguata attività laringea convivono sostenendosi a vicenda.

Queste tensioni muscolari alterate dalle patologie laringee e dal cattivo utilizzo della voce stessa sono disturbi che accrescono la correlazione tra la disfonia disfunzionale e l’allineamento posturale.

Poiché la laringe è collegata direttamente con l’osso ioide questa viene costantemente influenzata dai movimenti stessi dell’osso, infatti a un suo innalzamento corrisponde un consequenziale innalzamento della laringe.
Ma l’osso ioide è a sua volta fortemente condizionabile dalla lingua, dall’articolazione temporo-mandibolare e dalla colonna cervicale. Se si considerano quindi le connessioni muscolo-tendinee e legamentose che queste strutture hanno con l’osso ioide, e l’osso ioide con la laringe, il rapporto anatomo-funzionale tra la laringe e la postura diviene chiaro.

Nello studio che vi presentiamo (file in allegato, ndr) un gruppo di soggetti aventi disfonie disfunzionali si è sottoposto ad analisi posturografica prima del trattamento logopedico e successivamente allo stesso.

I risultati dello studio hanno confermato come l’utilizzo corretto della voce condizioni l’assetto posturale del corpo e la maggiore consapevolezza propriocettiva acquisita durante la terapia logopedica ha permesso un netto miglioramento della performance posturale.

Qui l’articolo relativo allo studio di A. Nacci, B. Fattori, V. Mancini, E. Panicucci1, J. Matteucci, F. Ursino, S. Berrettini: Analisi posturografica in pazienti con disfonia disfunzionale prima e dopo trattamento logopedico riabilitativo

CAMBIAMENTI POSTURALI DOPO LA CORREZIONE DELLA POSIZIONE DELLA LINGUA

CAMBIAMENTI POSTURALI DOPO LA CORREZIONE DELLA POSIZIONE DELLA LINGUA

“Esiste davvero la sindrome glosso-posturale?”

Con questa semplice e immediata domanda il Professor Antonio Ferrante affronta un problema e una visione particolare della posturologia.

“Per decenni la bocca  è stata considerata avulsa dal reste dell’organismo, relegata a un ruolo subalterno rispetto al rimanente del corpo, adibita alle sole funzioni del linguaggio, della masticazionee della deglutizione. Già a molti sembrava assurdo che una alterazione dell’occlusione potesse essere causa di cefalee, figuriamoci la possibilità di correlare un atteggiamento del piede con un problema di funzione stomatognatica.”

Questo passaggio dell’articolo (che troverete in allegato) fa comprendere come, fino a qualche anno fa, una visione olistica del corpo era ancora ben lontana da quella che oggi siamo riusciti a ottenere. E la lingua, può essere uno dei fulcri di questo nostro sistema non lineare?

“La Posturologia riconosce un ruolo di informatori encefalici primari a:

  • Apparato Stomatognatico (sopratutto articolazione temporo-mandibolare)
  • Occhio (componente propriocettiva della muscolatura estrinseca e componente visiva)
  • Orecchio (soprattutto nella componente vestibolare)
  • Piede

La lingua che non contatta il palato ed induce una deglutizione scorretta è in grado di interferire con tutti questi sistemi recettoriali.

Come scritto nel nostro articolo precedente ANALISI OSTEOPATICA E POSTUROLOGICA TRA DEGLUTIZIONE DISFUNZIONALE E ALTERAZIONE DELL’EQUILIBRIO il numero di volte in cui la deglutizione si attiva nelle 24 ore è pari a circa 2000, e una disfunzione miofunzionale della lingua ha un effetto domino a partire da tutte le strutture a essa collegata.

E’ quindi individuabile nel complesso della lingua un’interferenza primaria nel sistema tonico-posturale del nostro corpo, e non una compensazione secondaria. L’importanza della posizione della lingua, sia nella fase di “riposo” (anche se in realtà è sempre attiva) che in quella dinamica della deglutizione, è un fattore non più trascurabile.

Quindi, esiste davvero la sindrome Glosso-Posturale?

La risposta dettagliata in questo approfondito articolo del Professor Antonio Ferrante: Esiste davvero la Sindrome Glossoposturale

POSTURA E SCOLIOSI – di Giovanni Chetta

POSTURA E SCOLIOSI – di Giovanni Chetta

La scoliosi è una patologia molto diffusa nella popolazione, in particolar modo nell’età evolutiva. Oltre a esserci differenti tipologie di scoliosi in base all’origine delle stesse, esistono diverse metodologie di intervento per contrastarle nella loro progressione. La decisione del metodo migliore si definisce in base al grado di scoliosi, al suo potenziale evolutivo e al motivo per cui è comparsa.

Come ben noto esistono categorie principali di appartenenza delle scoliosi, tra cui:

  • IDIOPATICA
  • ACQUISITA

La prima (idiopatica) non ha trovato a oggi certe origini di sviluppo. Esistono, per contro, valide teorie che ne potrebbero spiegare l’insorgenza e lo sviluppo, ma non ve n’è una che possa definirsi prioritaria sulle altre. Ed è questa, purtroppo, la più diffusa tra i ragazzi.

La seconda (acquisita) viene così definita in quanto vi sono delle cause predeterminanti la possibile deviazione della colonna, come per esempio: traumi, infezioni, artriti, malformazioni in utero o varie patologie.

La domanda che sorge spontanea è: può la scoliosi essere influenzata dal sistema tonico-posturale?

Se è certo che piede e lingua rappresentano i più influenti conformatori organo-funzionali (il primo delle curve rachidee mentre il secondo delle ossa craniali) come e quanto plantari e bite possono influenzare la scoliosi dipende dalla mentalità e coscienza posturologica in atto.

La risposta con una visione posturologica approfondita, la troviamo in questo dettagliato articolo del Professore Giovanni Chetta, che ringraziamo per il suo spirito di generosa condivisione:

Scoliosi e postura Giovanni Chetta