Posturoconsapevoli - La prima Community Italiana sulla Posturologia

(Parte II) INTERVISTA AL DOTT. GIUSEPPE STEFANELLI – Le interviste di Posturoconsapevoli.org

by pconsapevoli
(Parte II) INTERVISTA AL DOTT. GIUSEPPE STEFANELLI  – Le interviste di Posturoconsapevoli.org

Dopo il successo della precedente pubblicazione, vi proponiamo la seconda parte dell’intervista al Dott. Giuseppe Stefanelli.

Buona lettura

 

1. Nel suo ultimo libro introduce la craniodonzia, ce la illustri.

Il significato del termine Craniodonzia è molto semplice: essendo l’occlusione dentale il risultato adattativo dello schema cranico individuale, prima di allineare i denti è imperativo “allineare “ il cranio. Qualsiasi procedura di riabilitazione occlusale, sia essa ortodontica o protesica, non può non influenzare le 28 ossa che compongono il cranio umano. Non tener conto di questo e sostituire uno schema di adattamento con un altro, mediante trattamenti meccanicistici spesso motivati da indicazioni “estetiche” e soprattutto basati su fondamenti dogmatici obsoleti non può che avere come risultato un ulteriore adattamento a scapito di altri sistemi oppure, nell’ipotesi più favorevole per il paziente, una sacrosanta recidiva. Enlow sosteneva che “ la recidiva è la risposta ad una violazione anatomica e funzionale di uno stato di equilibrio anatomico e funzionale” Trattamenti standardizzati che violino tale equilibrio, obbligano l’organismo a reagire attivando sistemi di compenso auto difensivi che in buona parte dipendono dai limiti di adattabilità del tessuto connettivo. Il complesso osso alveolare-parodonto-dente rappresenta la ” sub-unità di adattamento” attraverso il quale il sistema stomatognatico cerca di realizzare il rapporto di massima intercuspidazione qualunque sia il rapporto delle basi ossee, attraverso la funzione neuro-muscolare. Le ossa di derivazione embrionale membranosa funzionano da membrane per tutta la vita. La porzione squamosa delle ossa occipitali e temporali, i parietali e il frontale hanno origine membranosa. La dura madre che circonda il cervello fornisce estensioni di tessuto connettivo che passano attraverso le suture per formare lo strato periostale esterno, che circonda le ossa craniche. Nello schema totale della struttura corporea le suture fungono come punto di congiunzione tra le ossa craniche, ma servono fondamentalmente come giunture di espansione-congiunzione per facilitare cambiamenti di tensioni meningee, fasciali e muscolari, nei ritmi respiratori e cardiaci e nelle variazioni sia nella pressione sanguigna, sia in quella del liquido cerebro-spinale. La mobilità delle suture è solo uno delle componenti del Meccanismo Respiratorio Primario definito dall’osteopatia.Il concetto che deve essere subito chiaro è che è impensabile applicare una qualsiasi trazione di spostamento dentale o comunque modificare uno schema occlusale senza modificare tale meccanismo in senso negativo o positivo . Emerge dunque la necessità di un cambiamento radicale dell’approccio diagnostico e terapeutico alle problematiche occlusali rivedendo criticamente i dogmi passati e presenti dell’ortodonzia e della gnatologia ortodossa.

 

2. Forte stress, utilizzo scorretto di farmaci o addirittura abuso, alimentazione poco consapevole, che influenze hanno sull’apparato stomatognatico e la funzionalità delle ossa craniche?

Il cranio e il sistema stomatognatico sono tra le principali vittime dello stress di qualunque origine esso sia (fisico, chimico, psichico). E’ ormai appurato ad esempio, il ruolo di sistema di gestione dello stress di fenomeni parafunzionali come il bruxismo e il serramento. Ho descritto ampiamente questo argomento in un articolo pubblicato, e che potete vedere al seguente link http://osstefanelli.com/facciamo-il-punto-sul-bruxismo/. Sintetizzando il paziente serratore e/o bruxista è in una condizione di stress energetico neurovegetativo e utilizza il sistema stomatognatico come un vero e proprio sistema di sopravvivenza. Sotto stress i muscoli masticatori, in funzione delle loro inserzioni craniche, letteralmente “armano e tengono insieme” testa e faccia. Il Massetere è il muscolo “trigger” che inizia il circuito muscolare reattivo preposto a tal fine. La sua inserzione zigomatica porta il temporale in rotazione esterna. Il Temporale con la sua inserzione sfenoidale assiste la flessione della SSB e la rotazione esterna dell’osso omonimo; con l’inserzione parietale agisce sulla Sutura Sagittale. In associazione con il Buccinatore, gli elevatori bloccano la mandibola al cranio dall’esterno. I muscoli Pterigoidei collegano sfenoide e mandibola, mettendo in relazione diretta la SSB e l’ATM. Agiscono dall’interno trazionando in flessione l’ala dello sfenoide sulla quale si inseriscono. Ciò determina tensione delle membrane durali e l’attivazione dello schema di flessione-espansione del Sistema cranio-sacrale. Recentemente è stato individuato un quinto muscolo della masticazione, il M. Sfenomandibolare ( Hack et al., University of Maryland Dental School ) quale fascio muscolare autonomo lungo circa 3-4 cm e largo 2 cm., con un’inserzione sfenoidale a livello posteriore dell’orbita, ed una mandibolare internamente all’apofisi coronoide. Il muscolo Trapezio, essendo inserito sulla linea nucale dell’occipite, assiste il movimento di flessione sfeno-basilare, mentre lo Sterno-cleido-mastoideo per il suo vettore di trazione sulla mastoide, porta il temporale in rotazione interna. Inoltre,“Stress centers” localizzati tra le unità motorie del rachide cervicale, attivati da ogni iperattività improvvisa, aumentano tensione nel sistema muscolo-fasciale con la funzione primaria di stabilizzare la testa sul collo, e in sequenza, tutto il rachide fino al coccige. Nei soggetti che hanno memorizzato esperienze traumatiche, si mette in atto una strategia posturale di difesa, molto più costosa e disarmonica di quella che il movimento richiederebbe. Le modificazioni angolari che si rendono necessarie per compiere un movimento avvengono in regime di co-contrazione e non in regime di innervazione reciproca. Meccanismi nervosi anticipatori predispongono l’atteggiamento posturale adeguato che può essere temporaneo o persistere per peridi molto lunghi del giorno e della notte. L’adattamento prima e il mantenimento delle strategie di difesa necessitano di un adeguato supporto del Sistema Nervoso Neurovegetativo. Si tratta di attività riflesse che sono attive con diversa intensità 24 ore su 24. In questo modo i Sistemi Anticipatori impegnano TUTTO l’organismo in una sorta di allenamento alla sopravvivenza senza soluzione di continuità. In definitiva, l’atteggiamento posturale è la prigione nella quale i sistemi anticipatori ci chiudono per proteggerci.

3. La sua assidua attività di formazione è ben conosciuta; come sta cambiando il mondo della posturologia?

Quando ho iniziato io, circa 30 anni fa, eravamo molto pochi ad occuparsi di postura in Italia. Oggi sicuramente l’argomento è molto diffuso anche se non ancora come dovrebbe, ma anche parecchio confuso. Le scuole sono diverse, propongono tests valutativi clinici specifici, spesso troppo empirici, per non dire “sciamanici”. Chi al contrario, si affida quasi esclusivamente alla diagnosi strumentale attraverso l’utilizzo di pedane stabilometriche, elettrognatografia ed elettromiografia, spesso non avendo un background clinico sufficiente per interpretarne i dati. L’obbiettivo è quello di dare un significato “scientifico” alla postura. Purtroppo il metodo scientifico cosiddetto Evidence Based cerca risposte lineari ad un sistema che non è affatto lineare ma “ circolare” basato su un meccanismo a feedback difficilmente prevedibile. La postura è come la nostra impronta digitale, assolutamente individuale e soggetta a molte variabili. Come tale necessita di un approccio multidisciplinare, bisogna assolutamente evitare di fare i “tuttologi” perché perdiamo di credibilità. L’ideale sarebbe che se ne occupasse l’università e per fortuna oggi esistono diversi corsi di perfezionamento in svariate sedi italiane, io stesso insegno all’Università di Genova gnatologia e postura, ma credo che dovremmo sforzarci tutti di uniformare l’insegnamento a parametri riproducibili, stante comunque le difficoltà prima esposte. In altre parole, se vogliamo fare qualcosa di utile con la Postura dovremmo andare oltre i problemi irrisolvibili ed affidarci a principi comprensibili e processi attuabili. Tutti concordiamo sulla necessità di tener presente la complessità dei problemi ma noi ci occupiamo di Salute e non è nostro compito fare oroscopi!

4. Un saluto e un consiglio ai nostri lettori

Nel salutare e ringraziare i lettori che hanno impiegato parte del loro tempo a leggere questa intervista concludo dicendo che un’approccio “sistemico” necessita sicuramente di uno sforzo interpretativo non indifferente in quanto per qualunque medico e per l’odontoiatra in particolare, pensare in maniera sistemica significa uscire dal proprio orticello, rispolverare concetti dimenticati e scoprirne di nuovi. Ci vuole coraggio perché il farlo può portare a mettere in discussione o addirittura a modificare radicalmente il nostro lavoro. E’ un percorso duro, impegnativo e probabilmente frustrante ma allo stesso tempo, ne sono certo, vi affascinerà come è successo a me e ai molti colleghi che in questi anni lo hanno affrontato.

 

 

ADRIANO MONTORSI, IL NOSTRO TRIBUTO

by pconsapevoli
ADRIANO MONTORSI, IL NOSTRO TRIBUTO

L’innovazione é la linfa vitale della ricerca; il tramite che porterà tutti ad una conoscenza più alta e completa, che modificherà la coscienza comune e che eleverà gli standard ad un altro livello.

Quasi due anni fa ci ha lasciati il Dott. Adriano Montorsi, medico chirurgo.

La sua visione integrata e globale e la sua ricerca sul metodo “Soulet-Besombes” hanno fornito elementi nuovi e le fondamenta per la divulgazione di un metodo più consapevole.

Quella che segue é la testimonianza, esclusiva per posturoconsapevoli.org, della moglie del Dott. Montorsi, Lucia Rombi Montorsi.

Nel suo racconto troverete le radici del metodo ACOM e il ritratto di un compianto uomo di scienza.

Un grazie personale a Lucia per la sua enorme disponibilità e, soprattutto, testimonianza di Amore per l’uomo che è stato suo compagno di vita e per il lavoro da lui svolto come professionista.

Buona lettura.

 

Ho avuto il piacere e la fortuna di conoscere il dottor Montorsi una ventina di anni fa, possedeva due studi medici in Liguria dove svolgeva la libera professione odontoiatrica. Mi parlava spesso dei suoi pazienti i quali si rivolgevano a lui per problemi dentali… ma lui voleva sapere quali fossero i sintomi, voleva vedere il bacino, l’appoggio del piede, il cranio e solo come ultimo l’arcata dentale… Immaginate in Liguria, l’espressione delle persone, doversi spogliare dal “ dentista”, non era facile parlare dei problemi posturali che derivavano da un cranio non in equilibrio.

Abbiamo pensato che a questo punto la Liguria fosse un po’ stretta per noi. Decidemmo, i nostri figli non erano molto entusiasti, di chiudere i due studi e trasferirci a Ferrara. Perché Ferrara? Ferrara ci sembrava una città tranquilla per far crescere i nostri ragazzi, ma nello stesso tempo un punto abbastanza strategico per raggiungere Roma, Milano, Mantova, Foggia, Lecce, tutte città in giro per l’Italia dove, grazie alla conoscenza di professionisti come il professor Fabio Moro, il d.o. Philippe Caiazzo che hanno creduto nelle intuizioni del Dottor Montorsi, abbiamo cominciato a lavorare.

Un giorno a Foggia venne un ragazzo che visti i risultati ottenuti con il metodo Montorsi chiese brutalmente al dottore “ Dottore lei non è più molto giovane, i miei figli chi li seguirà?”

Mio marito era molto geloso di quello che negli ultimi anni stava scoprendo, il metodo francese “souletbesombes” con il quale aveva cominciato molti anni prima dava risultati importanti, ma non era completo, mancava qualcosa.

Ai congressi di Roma, dove partecipava raccontando del metodo, creava molta curiosità da parte soprattutto dei dentisti che volevano saperne di più. Loro vedevano le slaiders prima e dopo la cura e pensavano che fosse impossibile in così poco tempo ottenere quei risultati!!!

Nel frattempo Adriano creò un apparecchio funzionale, naturalmente sulla base di quello francese, ma con le caratteristiche Montorsi. Nacque così l’ACOM (armonizzatore cranio occlusale Montorsi) e decise di portare a conoscenza dei professionisti la sua invenzione. Quel ragazzo di Foggia aveva ragione, non potevamo tenere per noi tutta l’esperienza ottenuta!

Intanto la richiesta dei pazienti ad essere seguiti dal Dottor Montorsi era diventata veramente importante, decidemmo quindi di ritornare a vivere nella nostra amata Liguria, anche perché ormai gli spostamenti dovevano avvenire in aereo, avevamo viaggiato troppo sulle autostrade italiane e spostandoci insieme avevamo la responsabilità di tornare a casa dai nostri figli rischiando il meno possibile.

Adriano decise di organizzare dei corsi ai medici che volessero usare il metodo Montorsi Acom, voleva, attraverso il corso, spiegare come Lui utilizzava il metodo e dar loro tutte le informazioni necessarie per ottenere i risultati in poco tempo.

Era il periodo più interessante della sua vita, FINALMENTE MI SENTO UN MEDICO (mi diceva con orgoglio).

Dal giorno in cui ho conosciuto quello che poi è diventato mio marito, ho passato ogni singolo momento accanto a Lui seguendo ed ascoltando ogni sua idea ogni suo pensiero. I nostri percorsi in auto da Lecce a Ferrara da Roma a Foggia etc. etc. nel pieno della notte erano un continuo parlare di pazienti, pensare ai risultati ottenuti ma soprattutto vedere e cercare di capire perché altri pazienti non avessero raggiunto l’obiettivo. Parlavamo. Parlavamo ore per capire, scoprire cosa cambiare, come agire per quel determinato problema…

Quando ho conosciuto Adriano e mi parlava di connessione tra cranio chiusura della bocca ed equilibrio del bacino, del fatto che siamo un insieme ed ogni singolo elemento è unito agli altri non mi sembrarono argomenti stravaganti e questo anche per merito della mia insegnante delle magistrali, la Proff Cotta Pinuccia, che già allora mi spiegò che le ossa del cranio si muovevano e che eravamo fatti di un insieme.

Ho seguito con interesse ogni visita di Adriano, ho ascoltato e fatto tesoro di tutti i suoi insegnamenti.

Inaspettatamente la Sua malattia!!!

Ora che il Dottor Montorsi non c’è più, ho dovuto e voluto riflettere. Con l’aiuto dei suoi più validi collaboratori sento che non posso permettere che il metodo Acom Montorsi venga abbandonato o portato avanti in modo non corretto.

Molti genitori di bambini che utilizzano il metodo mi spingono a continuare, mio figlio Carlo che ha solo 12 anni, vuole assolutamente che il metodo di sua papà continui ad aiutare e ad evitare quei fastidiosissimi apparecchi meccanici che possono provocare interferenze negative.

Non posso dimenticare ogni qualvolta che si presentava un paziente e non parlo solo di bambini ma anche di adulti con sintomi e problematiche importanti, con quale semplicità lui vedeva e capiva il problema.

Il lavoro e la dedizione del dottor Montorsi non possono essere dimenticati. Lui ha lasciato a tutti i noi una grande eredità, Lui era “oltre”, la sua più grande ambizione era quella di portare a conoscenza il metodo oltre l’Italia.

Con l’aiuto dei medici che hanno seguito il corso Acom portiamo avanti i corsi, insegnando e spiegando come utilizzare il Metodo Acom.

Continuo a seguire, sempre con l’aiuto dei suoi più validi collaboratori, i vari studi in tante città d’Italia.

 

 

 

E’ passato un anno dalla sua scomparsa ed io penso che mi abbia lasciato UNA MISSIONE da portare avanti.

Far conoscere il metodo Acom…anche OLTRE OCEANO….

Lucia Rombi Montorsi

MALOCCLUSIONE E POSTURA

by admin
MALOCCLUSIONE E POSTURA

 

“Si può concludere che il motivo dello scatenarsi di molte sintomatologie dolorose posturali va ricercato nel fatto che non si realizzano i presupposti per un occlusione stabile, in quanto determinate situazioni cliniche (precontatti, estrusioni, migrazioni, mancanza di denti, etc.) portano la mandibola a chiudere in modo eccentrico.”

Partire dalla fine è sempre un buon inizio.

Insistere su un elemento importante come l’apparato stomatognatico (AS)e sulle sue interferenze con il sistema tonico posturale è sempre importante.
E’ appurato come, e quanto, l’AS sia potente nel condizionare il resto del corpo, ma la domande è: come?

“La stretta correlazione esistente fra la posizione delle diverse parti scheletriche del corpo nello spazio ed il continuo rapporto di regolazione esercitato dal Sistema Nervoso Centrale sulla muscolatura, tramite l’elaborazione delle informazioni ricevute dai propriocettori parodontali, articolari e muscolari, in aggiunta agli stimoli sensoriali, determina continue variazioni della postura del capo e della posizione della mandibola e dell’osso ioide.”

In altre parole, il nostro Sistema Nervoso Centrale (SNC) comanda il corpo  in base alle informazioni che le diverse parti del corpo passano al SNC stesso.
E’ un sottilissimo equilibrio: prendendo in riferimento l’apparato stomatognatico nella sua normalità, il SNC avrà un feedback da parte di questo positivo, e di conseguenza il SNC manderà un comando di posizionamento alla mandibola, all’osso ioide e alla testa di adattamento. Ma se ci fossero una o più problematiche all’apparato stomatognatico (malocclusione, precontatti, mancanza di denti, masticazione monolaterale, problematiche all’Articolazione Temporo Mandibolare, etc.) il SNC riceverà di conseguenza delle comunicazioni da parte dei vari recettori di scompensi. Considerando che il nostro corpo ricerca in tutti i modi l’equilibrio, le parti del corpo vicine a quella scompensata verranno utilizzate per cercare di riequilibrare il sistema creando il “compenso allo scompenso”.

Ma questa situazione è tra le più pericolose, in quanto è un effetto domino che può facilmente prolungarsi sino allo stato patologico.

“Quando un dente è in contatto prematuro, i muscoli elevatori dello stesso lato subito si rilasceranno consentendo la contrazione ai muscoli abbassatori (flessori) omolaterali. Se lo stimolo nocicettivo diviene duraturo, i muscoli devieranno la mandibola in un’intercuspidazione più confortevole, alterando così la loro postura e quindi il tracciato elettromiografico.”

Le catene muscolari fanno il resto, proiettando la disfunzione a livello dell’apparato stomatognatico anche fino all’appoggio podalico. Per questo è molto importante considerare il corpo in maniera completa e non segmentata, qualunque problematica potrebbe essere risolta riequilibrando un altra parte del corpo:

“La consapevolezza di ciò porta anche alla variazione delle nostre terapie, molte volte solamente sintomatiche.”

 

Qui l’articolo di Ambrosio R., Bisogno M., Carano M., Carano M., Esposito A.: Malocclusione e postura

 

POSTUROLOGIA HOLLIWOODIANA

POSTUROLOGIA HOLLIWOODIANA

 

Una particolare tendenza che si sta verificando sempre di più negli ultimi anni è l’accanita ricerca della così chiamata “estetica holliwoodiana”, ovvero quella bellezza che rincorre spasmodicamente la perfezione.
In particolare uno dei campi più soggetti a questo trend è quello relativo alla bocca, quindi, l’odontoiatria e ortodonzia.

Come già visto in diversi precedenti articoli, come ad esempio CAMBIAMENTI POSTURALI DOPO LA CORREZIONE DELLA LINGUA e ANALISI OSTEOPATICA E POSTUROLOGICA TRA DEGLUTIZIONE DISFUNZIONALE E ALTERAZIONE DELL’EQUILIBRIO si è dimostrato e visto quanto sia importante l’interferenza della lingua con la bocca, e di come questa possa anche interferire con il lavoro ortodontico in atto.
Si è inoltre visto come lavorare sull’apparato stomatognatico abbia degli effetti importanti sul resto del corpo negli articoli BITE POSTURALI – LA POSIZIONE POSTURALE MANDIBOLARE  e DENTOSOFIA E POSTUROLGIA.

Molto spesso, purtroppo, l’aspetto estetico è prioritario a quello funzionale: ma quanto paga questa volontà nella ricerca del perfettamente bello?

“L’apparato stomatognatico non è un’unità a se stante, ma è parte integrante di viso e corpo. Il corpo è collegato dalla testa ai piedi da cinque catene muscolo – fasciali che lavorano insieme. Di una di queste catene, la catena antero mediana, fa parte l’osso ioide che, attraverso i muscoli sovraioidei, è collegato a testa e bocca ed attraverso i muscoli sottoioidei è collegato anche alle spalle.”

Con queste frasi Giovanni Maver sottolinea come tutto l’apparato stomatognatico sia collegato con il resto del corpo, piedi compresi.
Continua:

“Possiamo perciò avere delle tensioni muscolari che dalla bocca, attraverso lo ioide, disturbano l’equilibrio del resto del corpo (e viceversa).”

Questo aspetto è molto importante da comprende in quanto, un apparato stomatognatico problematico e non funzionale, può facilmente essere la causa di dolori e disfunzioni anche “lontane” dalla bocca stessa. In questo caso si interverrà con un processo di cambiamento dell’apparato stomatognatico con lo scopo di un benessere del corpo.

Ma quando, né il corpo e né la bocca presentino disfunzioni, intervenire sul cambiamento strutturale dell’apparato stomatognatico a puri fini estetici potrebbe comportare la nascita di problemi posturali che prima non esistevano?

Il nostro corpo vive nei suoi compensi, in un continuo assetto i vari sistemi si adattano vicendevolmente creando l’ equilibrio posturale.

La risposta è sì, la possibilità è concreta, a meno che non sia fatta in ottica posturo consapevole.

Qui l’articolo di Giovanni Maver in merito: LA PROTESI POSTURALE

DENTOSOFIA E POSTUROLOGIA

DENTOSOFIA E POSTUROLOGIA

Come oramai ben noto, la Posturologia indaga il corpo con disfunzioni posturali al fine di (ri)equilibrare il sistema portandolo in uno stato di benessere psico-fisico. Il procedimento attraverso il quale studia i diversi atteggiamenti è costituito da specifici test neuro-fisiologici che stimolano i diversi recettori (apparato vestibolare, bocca, occhi, piede, etc.)  le cui risposte daranno un indirizzo specifico al sistema che più influisce sugli scompensi in atto.

Una delle priorità rimane senz’altro la tempistica con la quale si interviene, e questo per il semplice fattore che elementi adattati a uno scompenso possono divenire col tempo fissati. Questo comporterà un lavoro specifico anche su quel sistema che ha dovuto compensare uno scompenso originato da un’altra parte (come abbiamo già illustrato nell’articolo L’APPROCCIO INTEGRATO AL PIEDE PIATTO IN POSTUROLOGIA).

Uno degli apparati più soggetti a interferenze, e sopratutto, a essere l’origine degli scompensi, è l’apparato stomatognatico.

Esistono numerose metodologie a riguardo, e tra queste, una delle più accreditate e funzionali è la Dentosofia:

“Questa terapia prende le mosse dal riconoscimento della correlazione tra salute della bocca, del corpo e della psiche: la bocca, visibile, è espressione dell’invisibile, la psiche”

E’ in questo modo che il Dott. Francesco Santi scrive nell’introduzione del suo articolo per spiegare a chi ancora non conoscere questo metodo.

Prosegue scrivendo:

“In più di quindici anni di esperienza, i due autori (Dott. Rodrigue Mathieu e Dott. Michel Montaud, ndr) hanno osservato una relazione sistematica tra una bocca disequilibrata e svariate patologie”

E quali sono queste patologie a cui si fa riferimento?

  • mal di testa
  • mal di schiena
  • dislessia
  • difficoltà di concentrazione
  • bambini ipercinetici
  • disturbi del sonno
  • stress, depressione
  • problemi della sfera ORL
  • problematiche allergiche
  • disturbi dell’equilibrio
  • dolori articolari

“[…] le deformazioni della bocca si accompagnavano a disfunzioni organiche, elencando un numero impressionante di patologie. Tali patologie si manifestano quando sono alterate le seguenti funzioni neuro-vegetative:  la masticazione, la deglutizione, la fonazione e la respirazione nasale”

In sostanza, cioè che è alla base della Dentosofia è una visione olistica del corpo senza limitarsi al solo apparato stomatognatico, quindi con una mentalità posturologica.

Per chi volesse approfondire la propria conoscenza della Dentosofia può leggere questo articolo scritto dal Dott. Francesco Santi: La Dentosofia

BITE POSTURALI – LA POSIZIONE POSTURALE MANDIBOLARE

BITE POSTURALI – LA POSIZIONE POSTURALE MANDIBOLARE

“Nei testi di odontoiatria l’apparato stomatognatico è considerato una catena cinematica chiusa che termina all’osso ioide; nei testi posturali invece l’apparato stomatognatico è considerato parte integrante di catene muscolo fasciali che, attraverso i muscoli sottoioidei, lo collegano al resto del corpo”

Leggendo  queste prime righe di introduzione dell’articolo di Giovanni Maver si evince la complessità nella quale il nostro corpo si ritrova a vivere tra continui e costanti condizionamenti. Come già specificato in altri nostri articoli, tra cui CAMBIAMENTI POSTURALI DOPO LA CORREZIONE DELLA POSIZIONE DELLA LINGUA, l’apparato stomatognatico rappresenta uno dei principali sistemi di condizionamento del sistema tonico-posturale, e di come sia oramai impossibile considerare questo elemento indipendente da tutto il resto.

Continuando nella lettura si evidenzia l’importanza di questo principio:

“Questo  lo rende un tutt’uno con regole comuni del corpo e dell’apparato stomatognatico che prevedono una posizione posturale fisiologica, ottenuta attraverso la ricerca dell’equilibrio, col minimo lavoro muscolare e in assenza di dolore. Da questa posizione la bocca e il corpo partono per compiere qualsiasi azione”

Un altro elemento importante da tenere in considerazione è il concetto di equilibrio mandibolare.

Questo principio parte dall’aspetto che:

“[…] non è possibile suddividere l’apparato stomatognatico in tante parti o momenti, ma bisogna considerarlo come un insieme sinergico, in cui tutto è egualmente importante e in cui tutto concorre a dare equilibrio e stabilità”

Una delle domande che sorge spontanea è: cosa può alterare questo equilibrio e stabilità?

Ovviamente i motivi possono essere molteplici, intrinseci ed estrinseci all’apparato stomatognatico stesso, ma una volta appurata la “primarietà” di questo sistema sugli altri, quali sono le possibili correzioni da apportare, e con quali strumentazioni?

L’utilizzo di “bite posturali” è uno dei più efficati, in quanto attraverso un’azione di svincolo rilassa la muscolatura riportando in equilibrio funzionale i due mascellari e lingua.

Qui l’articolo di Giovanni Maver nel suo completo: Bite posturale

POSTURA E SCOLIOSI – di Giovanni Chetta

POSTURA E SCOLIOSI – di Giovanni Chetta

La scoliosi è una patologia molto diffusa nella popolazione, in particolar modo nell’età evolutiva. Oltre a esserci differenti tipologie di scoliosi in base all’origine delle stesse, esistono diverse metodologie di intervento per contrastarle nella loro progressione. La decisione del metodo migliore si definisce in base al grado di scoliosi, al suo potenziale evolutivo e al motivo per cui è comparsa.

Come ben noto esistono categorie principali di appartenenza delle scoliosi, tra cui:

  • IDIOPATICA
  • ACQUISITA

La prima (idiopatica) non ha trovato a oggi certe origini di sviluppo. Esistono, per contro, valide teorie che ne potrebbero spiegare l’insorgenza e lo sviluppo, ma non ve n’è una che possa definirsi prioritaria sulle altre. Ed è questa, purtroppo, la più diffusa tra i ragazzi.

La seconda (acquisita) viene così definita in quanto vi sono delle cause predeterminanti la possibile deviazione della colonna, come per esempio: traumi, infezioni, artriti, malformazioni in utero o varie patologie.

La domanda che sorge spontanea è: può la scoliosi essere influenzata dal sistema tonico-posturale?

Se è certo che piede e lingua rappresentano i più influenti conformatori organo-funzionali (il primo delle curve rachidee mentre il secondo delle ossa craniali) come e quanto plantari e bite possono influenzare la scoliosi dipende dalla mentalità e coscienza posturologica in atto.

La risposta con una visione posturologica approfondita, la troviamo in questo dettagliato articolo del Professore Giovanni Chetta, che ringraziamo per il suo spirito di generosa condivisione:

Scoliosi e postura Giovanni Chetta