Posturoconsapevoli - La prima Community Italiana sulla Posturologia

INTERAZIONI TRA APPARATO STOMATOGNATICO E STRUTTURA CRANICA

INTERAZIONI TRA APPARATO STOMATOGNATICO E STRUTTURA CRANICA

In questi anni abbiamo imparato a conoscere l’Apparato Stomatognatico sotto diversi punti di vista e, soprattutto, le diverse interazioni che ha con altri sistemi del nostro corpo. Osservando bene le diverse tematiche trattate nei precedenti articoli, si nota come l’Apparato Stomatognatico sia sempre stato l’elemento posto “più in alto” delle interazioni posturali. Ma se iniziassimo a considerare anche quello che c’è anche sopra?

Possono esistere interazioni tra cranio e Apparato Stomatognatico?

Per poter affrontare questo delicato tema, senza incorrere in errori, o perderci nel mare delle possibilità, ci siamo appoggiati alla sapiente visione, ed esperienza, del Dott. Giuseppe Stefanelli. Durante gli anni della sua lunga carriera ha sviluppato una metodologia a riguardo, chiamata OrtoCranioDonzia, la quale tratta specificatamente di possibili influenze tra questi due elementi:

“Non esistono malocclusioni senza un disequilibrio strutturale delle basi ossee in cui i denti sono inseriti, ergo risulta indispensabile procedere prima alla loro mobilizzazione e riequilibrio. Questo, associato ad un ripristino funzionale adeguato (respirazione, deglutizione, masticazione) è l’obiettivo primario”

Abbiamo visto come, nel recente articolo MAL DI TESTA E APPARATO STOMATOGNATICO, uno studio scientifico dimostri un riscontro più frequente di cefalee abituali e persistenti in pazienti portatori di problematiche anatomiche, e/o funzionali, a carico dell’Apparato Stomatognatico. Oppure in POSTURA E OCCLUSIONE come, quest’ultima, influenzi significativamente lo sviluppo nell’età evolutiva. È anche per queste ragioni che il Dott. Stefanelli commenta in questo modo:

“L’ortognatodonzia dovrebbe cambiare radicalmente, in primo luogo, i suoi riferimenti diagnostici e poi quelli terapeutici. La vecchia classificazione di Angle, i valori teleradiografici, dovrebbero lasciare il posto al concetto di schema cranico, di asimmetria fisiologica, di ripristino funzionale e di riorganizzazione neurologica.
Gli studi sulla neuroplasticità oggi dimostrano che, modificando l’occlusione arbitrariamente, si modifica strutturalmente e funzionalmente il cervello e la neurofisiologia.”

Entrando nello specifico, come si può intervenire per poter interessare le osse craniche attraverso l’ortognatodonzia? Come per ogni sistema, c’è una porta d’ingresso principale, e in questo caso è la mobilizzazione della premaxilla:

“[…] espandere la sutura inter-canina rilascia i molari, la premaxilla, quattordici ossa facciali e i patterns di Strain della Sinfisi sfeno-basilare. In medicina cinese la premaxilla e gli incisivi sono in connessione energetica con il meridiano del rene”

Ma perché ora il collegamento con la medicina cinese? Considerando il minor scetticismo che attornia questa cultura, sempre più professionisti sanitari fondono le due culture mediche (occidentale e orientale, ndr) al fine di aumentare la propria visione olistica sul corpo umano.

“Nella medicina cinese, il rene viene considerato come l’organo depositario dell’energia ancestrale. Se questa “energia renale” e il tessuto connettivo sono deboli, i limiti fisiologici vengono superati e il paziente potrebbe sviluppare una “nefroptosi”, vale a dire una discesa del rene che potrebbe oltrepassare l’altezza di due vertebre. Da qui un disequilibrio posturale globale. Inoltre, secondo le teorie dell’Agopuntura e della Medicina Funzionale, il circuito energetico Rene-Vescica è responsabile dello sviluppo del sistema scheletrico.”

Non sempre è semplice il confronto per chi studia il problema da un punto di vista differente, ma non per questo dev’essere messo in minor luce. Con questo articolo, scritto in collaborazione con il Dott. Stefanelli, si è voluto dare voce a un professionista che da anni si impegna quotidianamente, sia nella ricerca accademica che nello sviluppo professionale con un’unica visione:

“Per me la Ortognatodonzia è molto di più, è una vera “Scienza della salute” e come tale continuerò a professarla”

Qui per la lettura integrale delle risposte al Dott. Stefanelli: INTERAZIONI TRA APPARATO STOMATOGNATICO E STRUTTURA CRANICA

MAL DI TESTA E APPARATO STOMATOGNATICO

by pconsapevoli
MAL DI TESTA E APPARATO STOMATOGNATICO

I mal di testa sono sempre causati da problematiche diverse tra loro. Anche sulla stessa persona, a meno che non siano in atto patologie specifiche, le cefalee hanno quasi sempre un’origine differente. Quando, ad esempio, sono dovute a fattori di stress psico-fisici, oppure a problematiche legate alla cervicale, o a situazioni di disturbo visivo. Si potrebbe creare un elenco piuttosto imponente sulle possibili cause dei mal di testa.

Ma tra queste vogliamo oggi analizzarne una nello specifico, quella causata dai Disordini Cranio-Mandibolari (DCM, ndr.):

“Il riscontro sempre più frequente di cefalee abituali e persistenti in pazienti portatori di problematiche anatomiche e/o funzionali a carico dell’apparato Stomatognatico, spiega la necessità di includere le cefalee tensive scondarie tra le patologie odontoiatriche”

Leggere l’incipit dell’articolo del Dott. Andrea Gizdulich rende molto chiara la direzione che si vuole prendere: dare la giusta importanza a questo apparato, troppo spesso sottovalutato al di fuori di se stesso.
È doveroso approfondire (o ricordare) alcuni degli aspetti più caratteristici: la mandibola è un osso talmente particolare dall’essere unico che, per mezzo delle sue articolazioni, si lega alle ossa temporali, creando l’Articolazione Temporo-Mandibolare (ATM,ndr). Questa articolazione è piuttosto complessa, in quanto permette movimenti sui diversi piani dello spazio, assicurando movimenti sia di rotazione che di traslazione.
Troviamo inoltre una ricca muscolatura masticatoria, tra cui il muscolo che esprime la maggior potenza di tutto il nostro corpo, il Massetere. Questa muscolatura partecipa, in maniera obbligata, a tutte le posizioni o movimenti mandibolari. Ma la cosa più importante, è che esiste una forte cooperazione da parte di alcuni muscoli cervicali (come i muscoli Trapezi e Sternocleidomastoidei), che tra i loro compiti hanno quello di gestire il movimento della testa sul collo. Questo influisce sulla conseguente posizione del mascellare superiore, e non sarebbe del tutto errato considerarli quindi sinergici nei movimenti dell’apparato stomatognatico.

“Fra tutti i movimenti che la mandibola può compiere, merita un’attenta considerazione quello che provoca il massimo contatto possibile fra le due arcate dentali. La posizione di massima “intercuspidazione” dentale, definita “occlusione” è essenziale per la funzione masticatoria”

Come da definizione, ogni ciclo masticatorio inizia generalmente all’inizio di ogni atto di deglutizione. Una “piccola” curiosità risiede nel numero di volte che lo effettua nelle 24 ore, circa 2000. Ad ogni contatto fra le arcate dentali in massima intercuspidazione viene provocato un input propriocettivo che influisce sul tono muscolare.

“L’occlusione dentale è quindi implicata nella postura della testa per il coinvolgimento muscolare cervicale.
[…] Ogni qualvolta questo equilibrio non può realizzarsi per cause diverse, ma per lo più connesse alla situazione delle arcate dentali, si avrà un’occlusione “adattata” che deve essere considerata patologica”

Stiamo quindi mettendo in luce quello che è il “ponte” tra l’apparato stomatognatico e la cervicale. Per quale processo di compensi avviene un mal di testa per disfunzioni cranio-mandibolari?

“L’alterazione occlusale genera una condizione definita “Disordine Cranio-Mandibolare” che può essere caratterizzata da quadri clinici diversi. Il quadro clinico, nella maggioranza dei casi, è privo di sintomatologia ma ricco di invece di soli segni obiettivi che esprimono una condizione di precario equilibrio.
Quando, e se, questo equilibrio dovesse rompersi insorgono cefalee e cervicalgie tensive, espressione nel territorio della testa e del collo della Sindrome Dolorosa miofasciale”

Ricordiamo che non tutte le cefalee sono uguali, e ogni “categoria” di queste appartiene a origini differenti fra loro. Ma tra queste ne abbiamo una di causa occlusale e posturale. Attenti quindi, non solo a come utilizzate la lingua per la deglutizione, ma anche a come le arcate dentali interagiscono tra loro!

Qui l’articolo completo del Dott. Andrea Gizdulich: cefalee_tensive_disordini_cranio_mandibolari

POSTURA E OCCLUSIONE – COME INTERVENGONO IN ETÀ EVOLUTIVA

by pconsapevoli
POSTURA E OCCLUSIONE – COME INTERVENGONO IN ETÀ EVOLUTIVA

OCCLUSIONE, POSTURA E DISMETRIE IN ETÀ EVOLUTIVA

In diverse occasioni e articoli abbiamo sottolineato quanto l’occlusione dentale sia un fattore di estrema importanza nel condizionamento della postura. In MALOCCLUSIONE E POSTURA si sottolinea quanto questi due elementi siano tra loro interconnessi, ma quali effetti si potrebbero ottenere in un corpo in via di sviluppo?

A questa domanda rispondiamo proponendo un articolo molto importante del Professore di Gnatologia, Dott. Ugo Capurso (che troverete disponibile alla fine dell’articolo, nrd):

L’occlusione dentale, posizione ripetibile e relativamente stabile ma nello stesso tempo in evoluzione dinamica nel corso della vita e facilmente modificabile iatrogenicamente, i mascellari nel loro insieme e l’atteggiamento posturale di capo e collo soprattutto, ma di conseguenza di tutto il complesso somatico, comportano dimostrabili interrelazioni.

Rimane piuttosto intuibile come, durante la fase di sviluppo, le anomali dell’apparato cranio-cervico-mandibolare vadano a interferire e a condizionare il resto del corpo. La principale differenza, e attenzione, in questo caso è legata all’età nella quale accadono. Un corpo in via di sviluppo è senz’altro più “sensibile” a condizionamenti che possono, nel tempo, cronicizzarsi.
Il Dott. Capurso specifica che, per quanto concerne l’equilibrio cranio-cervico-mandibolare, bisogni considerare specificatamente due fattori:

  • lo stato di pervietà delle prime vie aeree;
  • le relazioni posturali del capo e della colonna vertebrale.

Questi due elementi combinati possono creare condizionamenti profondi che, se non trattati accuratamente, potrebbero causare nel bambino disimetrie importanti. Un esempio è la classica ostruzione respiratoria di natura allergica o infiammatoria cronica. Questa condizione crea, inevitabilmente, una modifica della posizione di capo e collo per permettere  un maggior passaggio d’aria. Questa posizione, non naturale, atta a mantenere i più liberi possibili i condotti e orifizi per la respirazione, provoca nel medio-lungo periodo dei condizionamenti e cambiamenti morfologici.

[…] L’iperattività ed il susseguente accorciamento di questi muscoli possono mantenere nel tempo questa relazione anormale, con evidenti ripercussioni sull’apparato masticatorio dovute alle dislocazione mandibilare, sul cingolo scapolo-omerale e, via-via, su tutto l’apparato locomotore.

Non esistono però solo ed esclusivamente fattori discendenti che dall’Apparato Stomatognatico condizionino il resto del corpo e della postura, ma anche fattori ascendenti. Questi sono spesso individuati a livello della colonna che, per mezzo della sua disfunzione strutturale (ad esempio la scoliosi) vada a ripercuotersi sui segmenti soprastanti con meccanismi di adattamento, con l’unica finalità di mantenere la posizione ortostatica:

La disfunzione è ascendente come momento eziologico, ma il risultato si traduce comunque in un movimento in avanti e di lato del capo da compenso cervicale, aumento di tensione nei muscoli sopra e sotto ioidei, con modificazione della posizione dell’osso ioide, lingua e mandibola.

Il punto chiave, e conclusivo, di questo importante approccio e visione completa del corpo ce la suggerisce il nostro autore, con questo importantissimo pensiero e obiettivo:

Si ripropone pertanto l’esigenza, soprattutto nell’età evolutiva, della prevenzione e di approcci terapeutici multidisciplinari per un problema che è comunque ortopedico globale.

Amen.

Qui puoi scaricare l’articolo del Dott. Ugo Capurso: OCCLUSIONE, POSTURA E DISMETRIE IN ETA’ EVOLUTIVA

(Parte II) INTERVISTA AL DOTT. GIUSEPPE STEFANELLI – Le interviste di Posturoconsapevoli.org

by pconsapevoli
(Parte II) INTERVISTA AL DOTT. GIUSEPPE STEFANELLI  – Le interviste di Posturoconsapevoli.org

Dopo il successo della precedente pubblicazione, vi proponiamo la seconda parte dell’intervista al Dott. Giuseppe Stefanelli.

Buona lettura

 

1. Nel suo ultimo libro introduce la craniodonzia, ce la illustri.

Il significato del termine Craniodonzia è molto semplice: essendo l’occlusione dentale il risultato adattativo dello schema cranico individuale, prima di allineare i denti è imperativo “allineare “ il cranio. Qualsiasi procedura di riabilitazione occlusale, sia essa ortodontica o protesica, non può non influenzare le 28 ossa che compongono il cranio umano. Non tener conto di questo e sostituire uno schema di adattamento con un altro, mediante trattamenti meccanicistici spesso motivati da indicazioni “estetiche” e soprattutto basati su fondamenti dogmatici obsoleti non può che avere come risultato un ulteriore adattamento a scapito di altri sistemi oppure, nell’ipotesi più favorevole per il paziente, una sacrosanta recidiva. Enlow sosteneva che “ la recidiva è la risposta ad una violazione anatomica e funzionale di uno stato di equilibrio anatomico e funzionale” Trattamenti standardizzati che violino tale equilibrio, obbligano l’organismo a reagire attivando sistemi di compenso auto difensivi che in buona parte dipendono dai limiti di adattabilità del tessuto connettivo. Il complesso osso alveolare-parodonto-dente rappresenta la ” sub-unità di adattamento” attraverso il quale il sistema stomatognatico cerca di realizzare il rapporto di massima intercuspidazione qualunque sia il rapporto delle basi ossee, attraverso la funzione neuro-muscolare. Le ossa di derivazione embrionale membranosa funzionano da membrane per tutta la vita. La porzione squamosa delle ossa occipitali e temporali, i parietali e il frontale hanno origine membranosa. La dura madre che circonda il cervello fornisce estensioni di tessuto connettivo che passano attraverso le suture per formare lo strato periostale esterno, che circonda le ossa craniche. Nello schema totale della struttura corporea le suture fungono come punto di congiunzione tra le ossa craniche, ma servono fondamentalmente come giunture di espansione-congiunzione per facilitare cambiamenti di tensioni meningee, fasciali e muscolari, nei ritmi respiratori e cardiaci e nelle variazioni sia nella pressione sanguigna, sia in quella del liquido cerebro-spinale. La mobilità delle suture è solo uno delle componenti del Meccanismo Respiratorio Primario definito dall’osteopatia.Il concetto che deve essere subito chiaro è che è impensabile applicare una qualsiasi trazione di spostamento dentale o comunque modificare uno schema occlusale senza modificare tale meccanismo in senso negativo o positivo . Emerge dunque la necessità di un cambiamento radicale dell’approccio diagnostico e terapeutico alle problematiche occlusali rivedendo criticamente i dogmi passati e presenti dell’ortodonzia e della gnatologia ortodossa.

 

2. Forte stress, utilizzo scorretto di farmaci o addirittura abuso, alimentazione poco consapevole, che influenze hanno sull’apparato stomatognatico e la funzionalità delle ossa craniche?

Il cranio e il sistema stomatognatico sono tra le principali vittime dello stress di qualunque origine esso sia (fisico, chimico, psichico). E’ ormai appurato ad esempio, il ruolo di sistema di gestione dello stress di fenomeni parafunzionali come il bruxismo e il serramento. Ho descritto ampiamente questo argomento in un articolo pubblicato, e che potete vedere al seguente link http://osstefanelli.com/facciamo-il-punto-sul-bruxismo/. Sintetizzando il paziente serratore e/o bruxista è in una condizione di stress energetico neurovegetativo e utilizza il sistema stomatognatico come un vero e proprio sistema di sopravvivenza. Sotto stress i muscoli masticatori, in funzione delle loro inserzioni craniche, letteralmente “armano e tengono insieme” testa e faccia. Il Massetere è il muscolo “trigger” che inizia il circuito muscolare reattivo preposto a tal fine. La sua inserzione zigomatica porta il temporale in rotazione esterna. Il Temporale con la sua inserzione sfenoidale assiste la flessione della SSB e la rotazione esterna dell’osso omonimo; con l’inserzione parietale agisce sulla Sutura Sagittale. In associazione con il Buccinatore, gli elevatori bloccano la mandibola al cranio dall’esterno. I muscoli Pterigoidei collegano sfenoide e mandibola, mettendo in relazione diretta la SSB e l’ATM. Agiscono dall’interno trazionando in flessione l’ala dello sfenoide sulla quale si inseriscono. Ciò determina tensione delle membrane durali e l’attivazione dello schema di flessione-espansione del Sistema cranio-sacrale. Recentemente è stato individuato un quinto muscolo della masticazione, il M. Sfenomandibolare ( Hack et al., University of Maryland Dental School ) quale fascio muscolare autonomo lungo circa 3-4 cm e largo 2 cm., con un’inserzione sfenoidale a livello posteriore dell’orbita, ed una mandibolare internamente all’apofisi coronoide. Il muscolo Trapezio, essendo inserito sulla linea nucale dell’occipite, assiste il movimento di flessione sfeno-basilare, mentre lo Sterno-cleido-mastoideo per il suo vettore di trazione sulla mastoide, porta il temporale in rotazione interna. Inoltre,“Stress centers” localizzati tra le unità motorie del rachide cervicale, attivati da ogni iperattività improvvisa, aumentano tensione nel sistema muscolo-fasciale con la funzione primaria di stabilizzare la testa sul collo, e in sequenza, tutto il rachide fino al coccige. Nei soggetti che hanno memorizzato esperienze traumatiche, si mette in atto una strategia posturale di difesa, molto più costosa e disarmonica di quella che il movimento richiederebbe. Le modificazioni angolari che si rendono necessarie per compiere un movimento avvengono in regime di co-contrazione e non in regime di innervazione reciproca. Meccanismi nervosi anticipatori predispongono l’atteggiamento posturale adeguato che può essere temporaneo o persistere per peridi molto lunghi del giorno e della notte. L’adattamento prima e il mantenimento delle strategie di difesa necessitano di un adeguato supporto del Sistema Nervoso Neurovegetativo. Si tratta di attività riflesse che sono attive con diversa intensità 24 ore su 24. In questo modo i Sistemi Anticipatori impegnano TUTTO l’organismo in una sorta di allenamento alla sopravvivenza senza soluzione di continuità. In definitiva, l’atteggiamento posturale è la prigione nella quale i sistemi anticipatori ci chiudono per proteggerci.

3. La sua assidua attività di formazione è ben conosciuta; come sta cambiando il mondo della posturologia?

Quando ho iniziato io, circa 30 anni fa, eravamo molto pochi ad occuparsi di postura in Italia. Oggi sicuramente l’argomento è molto diffuso anche se non ancora come dovrebbe, ma anche parecchio confuso. Le scuole sono diverse, propongono tests valutativi clinici specifici, spesso troppo empirici, per non dire “sciamanici”. Chi al contrario, si affida quasi esclusivamente alla diagnosi strumentale attraverso l’utilizzo di pedane stabilometriche, elettrognatografia ed elettromiografia, spesso non avendo un background clinico sufficiente per interpretarne i dati. L’obbiettivo è quello di dare un significato “scientifico” alla postura. Purtroppo il metodo scientifico cosiddetto Evidence Based cerca risposte lineari ad un sistema che non è affatto lineare ma “ circolare” basato su un meccanismo a feedback difficilmente prevedibile. La postura è come la nostra impronta digitale, assolutamente individuale e soggetta a molte variabili. Come tale necessita di un approccio multidisciplinare, bisogna assolutamente evitare di fare i “tuttologi” perché perdiamo di credibilità. L’ideale sarebbe che se ne occupasse l’università e per fortuna oggi esistono diversi corsi di perfezionamento in svariate sedi italiane, io stesso insegno all’Università di Genova gnatologia e postura, ma credo che dovremmo sforzarci tutti di uniformare l’insegnamento a parametri riproducibili, stante comunque le difficoltà prima esposte. In altre parole, se vogliamo fare qualcosa di utile con la Postura dovremmo andare oltre i problemi irrisolvibili ed affidarci a principi comprensibili e processi attuabili. Tutti concordiamo sulla necessità di tener presente la complessità dei problemi ma noi ci occupiamo di Salute e non è nostro compito fare oroscopi!

4. Un saluto e un consiglio ai nostri lettori

Nel salutare e ringraziare i lettori che hanno impiegato parte del loro tempo a leggere questa intervista concludo dicendo che un’approccio “sistemico” necessita sicuramente di uno sforzo interpretativo non indifferente in quanto per qualunque medico e per l’odontoiatra in particolare, pensare in maniera sistemica significa uscire dal proprio orticello, rispolverare concetti dimenticati e scoprirne di nuovi. Ci vuole coraggio perché il farlo può portare a mettere in discussione o addirittura a modificare radicalmente il nostro lavoro. E’ un percorso duro, impegnativo e probabilmente frustrante ma allo stesso tempo, ne sono certo, vi affascinerà come è successo a me e ai molti colleghi che in questi anni lo hanno affrontato.

 

 

ADRIANO MONTORSI, IL NOSTRO TRIBUTO

by pconsapevoli
ADRIANO MONTORSI, IL NOSTRO TRIBUTO

L’innovazione é la linfa vitale della ricerca; il tramite che porterà tutti ad una conoscenza più alta e completa, che modificherà la coscienza comune e che eleverà gli standard ad un altro livello.

Quasi due anni fa ci ha lasciati il Dott. Adriano Montorsi, medico chirurgo.

La sua visione integrata e globale e la sua ricerca sul metodo “Soulet-Besombes” hanno fornito elementi nuovi e le fondamenta per la divulgazione di un metodo più consapevole.

Quella che segue é la testimonianza, esclusiva per posturoconsapevoli.org, della moglie del Dott. Montorsi, Lucia Rombi Montorsi.

Nel suo racconto troverete le radici del metodo ACOM e il ritratto di un compianto uomo di scienza.

Un grazie personale a Lucia per la sua enorme disponibilità e, soprattutto, testimonianza di Amore per l’uomo che è stato suo compagno di vita e per il lavoro da lui svolto come professionista.

Buona lettura.

 

Ho avuto il piacere e la fortuna di conoscere il dottor Montorsi una ventina di anni fa, possedeva due studi medici in Liguria dove svolgeva la libera professione odontoiatrica. Mi parlava spesso dei suoi pazienti i quali si rivolgevano a lui per problemi dentali… ma lui voleva sapere quali fossero i sintomi, voleva vedere il bacino, l’appoggio del piede, il cranio e solo come ultimo l’arcata dentale… Immaginate in Liguria, l’espressione delle persone, doversi spogliare dal “ dentista”, non era facile parlare dei problemi posturali che derivavano da un cranio non in equilibrio.

Abbiamo pensato che a questo punto la Liguria fosse un po’ stretta per noi. Decidemmo, i nostri figli non erano molto entusiasti, di chiudere i due studi e trasferirci a Ferrara. Perché Ferrara? Ferrara ci sembrava una città tranquilla per far crescere i nostri ragazzi, ma nello stesso tempo un punto abbastanza strategico per raggiungere Roma, Milano, Mantova, Foggia, Lecce, tutte città in giro per l’Italia dove, grazie alla conoscenza di professionisti come il professor Fabio Moro, il d.o. Philippe Caiazzo che hanno creduto nelle intuizioni del Dottor Montorsi, abbiamo cominciato a lavorare.

Un giorno a Foggia venne un ragazzo che visti i risultati ottenuti con il metodo Montorsi chiese brutalmente al dottore “ Dottore lei non è più molto giovane, i miei figli chi li seguirà?”

Mio marito era molto geloso di quello che negli ultimi anni stava scoprendo, il metodo francese “souletbesombes” con il quale aveva cominciato molti anni prima dava risultati importanti, ma non era completo, mancava qualcosa.

Ai congressi di Roma, dove partecipava raccontando del metodo, creava molta curiosità da parte soprattutto dei dentisti che volevano saperne di più. Loro vedevano le slaiders prima e dopo la cura e pensavano che fosse impossibile in così poco tempo ottenere quei risultati!!!

Nel frattempo Adriano creò un apparecchio funzionale, naturalmente sulla base di quello francese, ma con le caratteristiche Montorsi. Nacque così l’ACOM (armonizzatore cranio occlusale Montorsi) e decise di portare a conoscenza dei professionisti la sua invenzione. Quel ragazzo di Foggia aveva ragione, non potevamo tenere per noi tutta l’esperienza ottenuta!

Intanto la richiesta dei pazienti ad essere seguiti dal Dottor Montorsi era diventata veramente importante, decidemmo quindi di ritornare a vivere nella nostra amata Liguria, anche perché ormai gli spostamenti dovevano avvenire in aereo, avevamo viaggiato troppo sulle autostrade italiane e spostandoci insieme avevamo la responsabilità di tornare a casa dai nostri figli rischiando il meno possibile.

Adriano decise di organizzare dei corsi ai medici che volessero usare il metodo Montorsi Acom, voleva, attraverso il corso, spiegare come Lui utilizzava il metodo e dar loro tutte le informazioni necessarie per ottenere i risultati in poco tempo.

Era il periodo più interessante della sua vita, FINALMENTE MI SENTO UN MEDICO (mi diceva con orgoglio).

Dal giorno in cui ho conosciuto quello che poi è diventato mio marito, ho passato ogni singolo momento accanto a Lui seguendo ed ascoltando ogni sua idea ogni suo pensiero. I nostri percorsi in auto da Lecce a Ferrara da Roma a Foggia etc. etc. nel pieno della notte erano un continuo parlare di pazienti, pensare ai risultati ottenuti ma soprattutto vedere e cercare di capire perché altri pazienti non avessero raggiunto l’obiettivo. Parlavamo. Parlavamo ore per capire, scoprire cosa cambiare, come agire per quel determinato problema…

Quando ho conosciuto Adriano e mi parlava di connessione tra cranio chiusura della bocca ed equilibrio del bacino, del fatto che siamo un insieme ed ogni singolo elemento è unito agli altri non mi sembrarono argomenti stravaganti e questo anche per merito della mia insegnante delle magistrali, la Proff Cotta Pinuccia, che già allora mi spiegò che le ossa del cranio si muovevano e che eravamo fatti di un insieme.

Ho seguito con interesse ogni visita di Adriano, ho ascoltato e fatto tesoro di tutti i suoi insegnamenti.

Inaspettatamente la Sua malattia!!!

Ora che il Dottor Montorsi non c’è più, ho dovuto e voluto riflettere. Con l’aiuto dei suoi più validi collaboratori sento che non posso permettere che il metodo Acom Montorsi venga abbandonato o portato avanti in modo non corretto.

Molti genitori di bambini che utilizzano il metodo mi spingono a continuare, mio figlio Carlo che ha solo 12 anni, vuole assolutamente che il metodo di sua papà continui ad aiutare e ad evitare quei fastidiosissimi apparecchi meccanici che possono provocare interferenze negative.

Non posso dimenticare ogni qualvolta che si presentava un paziente e non parlo solo di bambini ma anche di adulti con sintomi e problematiche importanti, con quale semplicità lui vedeva e capiva il problema.

Il lavoro e la dedizione del dottor Montorsi non possono essere dimenticati. Lui ha lasciato a tutti i noi una grande eredità, Lui era “oltre”, la sua più grande ambizione era quella di portare a conoscenza il metodo oltre l’Italia.

Con l’aiuto dei medici che hanno seguito il corso Acom portiamo avanti i corsi, insegnando e spiegando come utilizzare il Metodo Acom.

Continuo a seguire, sempre con l’aiuto dei suoi più validi collaboratori, i vari studi in tante città d’Italia.

 

 

 

E’ passato un anno dalla sua scomparsa ed io penso che mi abbia lasciato UNA MISSIONE da portare avanti.

Far conoscere il metodo Acom…anche OLTRE OCEANO….

Lucia Rombi Montorsi

PIERCING FACCIALI: SCEGLIERE TRA ESTETICA E INSTABILITÀ POSTURALE

by pconsapevoli
PIERCING FACCIALI: SCEGLIERE TRA ESTETICA E INSTABILITÀ POSTURALE

L’estetica è sempre più nei giovani un elemento di prioritaria importanza. Oltre ai più famosi tatoos esistono diverse tipologie di “abbellimento” personale, e tra questi un elemento di maggior successo è il piercing sul volto.
Come ogni altra tecnica estetica questa presenta la peculiarità di essere invasiva, e nello specifico, la parte del volto prescelta, viene perforata a livello cutaneo da monili di vario genere.

Tralasciando quelle che possono essere tutte le situazioni di infezione alla pelle e alle strutture sottostanti, il piercing può interferire a un livello più profondo nel nostro sistema?

La domanda non è banale come potrebbe sembrare, infatti sappiamo per certo, da numerosi studi effettuati da ricercatori, che le cicatrici provocano interferenze e condizionamenti posturali. La pelle è un importante feedback per il nostro sistema, e senza entrare troppo nello specifico prendiamo uno stralcio dal nostro articolo CICATRICI E POSTURA:

“Essendo la pelle un organo con sofisticati collegamenti sia con il Sistema Nervoso Centrale che con il Sistema Nervoso Periferico, ha diverse funzioni oltre a quella di ricoprire per intero il corpo.
E’ molto importante considerare anche le connessioni che le fasce sottocutanee hanno con la pelle.”

Quindi viene spontaneo chiedersi se un’azione invasiva come la tecnica del piercing abbia a sua volta delle interferenze con il sistema tonico-posturale.

“Per mantenere il centro della massa del corpo in equilibrio durante la stazione eretta il Sistema Nervoso Centrale (SNC) esegue un lavoro costante di riequilibrio utilizzando come feedback le coordinate visive, quelle vestibolari e gli input somatoestetici. In base a questi dati il SNC genera continuamente delle risposte muscolari di tipo correttivo attraverso l’azione di un sistema di controllo in retroazione.”

Gli autori dello studio che presentiamo partono da questo concetto molto importante: se è vero che il SNC riorganizza costantemente il corpo in base agli input che riceve dai diversi recettori posturali (tra cui app. visivo e app. vestibolare), un elemento esterno che interferisce con questi apparati potrebbe interferire sul controllo del SNC stesso.

“Le Vertical Heterophoria (VH), o eteroforie verticali, possono essere indotte da problemi di rifrazione dell’occhio, ma, in assenza di questi problemi di rifrazione, l’esistenza di VH di piccola entità (<1 dpt, i.e., 0.57˚) indica una perturbazione delle vie somatosensoriali coinvolte nel sistema posturale.”

Le Vertical Heterophoria, nella terminologia italiana Eteroforie, è la tendenza di uno, o entrambi gli occhi, a deviare dalla normale direzione dello sguardo.
Ecco spiegato il motivo per cui potrebbe coesistere una relazione tra piercing facciali e controllo posturale:

“Abbiamo ipotizzato che i piercing sul volto disturbino i segnali somestesici guidati dal nervo trigemino. Questo “rumore” potrebbe essere correlato a interferenze nei processi di integrazione centrale portando a vari disturbi posturali.”

L’ipotesi è quindi molto chiara e lampante. Il piercing sul volto interferisce sul sistema tonico posturale in quanto potrebbe condizionare le vie somatosensoriali e addirittura creare delle piccole eteroforie.

Lo studio di ricerca è stato effettuato su un gruppo di ragazzi portatori di piercing localizzati in diverse parti del viso (trago, labbro superiore, naso e sopracciglio) che soffrivano di mal di schiena cronico, vertigini, mal di testa e affativamento visivo associato a eteroforie verticali.
Prima dell’inzio dei test posturali sono stati eseguiti test medici per escludere patologie in atto, e tutti i casi si sono verificati sani.

I test effettuati dal gruppo di studio ha verificato non solo la reale interferenza che i piercing hanno con il nostro corpo, ma possono essere le cause di disturbi anche lontani. In tutti i casi presentati nella ricerca i dolori cronici e caratteristiche di affaticamento sono completamente scomparsi una volta tolti i piercing.

A volte i dettagli sono la parte più importante di tutto un sistema, quindi: attenzione ai piercing e alle loro interferenze!

Qui l’articolo nella sua completa versione: Face piercing (body art) choosing pleasure vs. possible pain and posture instability

SCOLIOSI E MALOCCLUSIONE – Binomio reale?

SCOLIOSI E MALOCCLUSIONE – Binomio reale?

Come si sa, la scoliosi è una patologia particolare.
Nell’età dello sviluppo è particolarmente facile imbattersi in questa situazione, e per di più, è ancor più facile imbattersi nelle scoliosi definite idiopatiche, ovvero senza una specifica origine.

Nei mesi passati abbiamo già trattato argomenti similari, in particolare negli articoli: ATTEGGIAMENTO SCOLIOTICO E OCCHI e POSTURA E SCOLIOSI.

Oggi vogliamo guardare questo argomento da un punto di vista differente: esiste un rapporto tra malocclusione e scoliosi?
A nostro avviso è un argomento di particolare importanza, non si può considerare il corpo a compartimenti stagni. Se nel precendete articolo abbiamo visto come effettivamente esista una correlazione tra atteggiamento scoliotico e gli occhi, l’apparato stomatognatico rappresenta un altro punto essenziale nell’attenzione posturale.

Nello studio effettuato dal Dipartimento di Anatomia Umana dell’Università di Napoli II è stato effettuato uno screening su duemila bambini volto alla ricerca di una possibile interazione tra occlusione interdentale e scoliosi.
La vera domanda a riguardo è anche: come può l’apparato stomatognatico influire sulla postura?
A questa domanda consigliamo di rivedere l’articolo relativo (MALOCCLUSIONE E POSTURA), dove però possiamo trarre dall’articolo questo principio:

“La stretta correlazione esistente fra la posizione delle diverse parti scheletriche del corpo nello spazio ed il continuo rapporto di regolazione esercitato dal Sistema Nervoso Centrale sulla muscolatura, tramite l’elaborazione delle informazioni ricevute dai propriocettori parodontali, articolari e muscolari, in aggiunta agli stimoli sensoriali, determina continue variazioni della postura del capo e della posizione della mandibola e dell’osso ioide.”

Il test del gruppo di studio dell’università è stato impostato nel seguente modo:

“Il test consiste nell’esecuzione di un movimento di flesso-estensione del tronco o anche di sola estensione, mentre i bambini erano a piedi uniti, non piegavano le ginocchia e reggevano tra le mani un piccolo peso, per esaltare la risposta muscolare.
[…] Il grado di positività del test, è basato sulla differenza percentuale dell’attività tra aree muscolari paravertebrali corrispondenti.”

Quindi questa è la disposione per il rilevamento dei dati, mentre queste le classificazioni dei risultati che si otterranno:

“Sono stati individuati tre livelli di positività: moderata (25%<X<30%), marcata (30%<X<40%) e molto marcata (X>40 %). Allorquando la positività è moderata, non si attribuisce un eccessivo significato clinico; a quella marcata, corrispondono scoliosi posturali, mentre a quella molto marcata, scoliosi strutturate, come da conferma radiologica.”

I risultati ottenuti sono stati molto interessanti:

–  malocclusione di seconda classe prima divisione con diversi livelli di curva scoliotica;
–  malocclusione di seconda classe prima divisione con doppio livello di curva scoliotica;
–  malocclusione di seconda classe prima divisione con grado di positività del test di tipo moderato;
–  malocclusione di seconda classe prima divisione con grado di positività del test di tipo marcato;
–  malocclusione di seconda classe prima divisione con grado di positività del test di tipo molto marcato;
–  overbite con diversi livelli della curva scoliotica;
–  overbite con doppia curva scoliotica;
–  overbite e grado di positività del test di tipo moderato;
–  overbite e grado di positività del test di tipo marcato;
–  overbite e grado di positività del test di tipo molto marcato.

I risultati ottenuti ci consentono di riflettere su due tipi di analisi e, cioè, su correlazioni tra patologie odontoiatriche e livelli di curva scoliotica, nonché tra patologie odontoiatriche e diverso grado di positività della scoliosi.

“il dato che più colpisce è l’alta percentuale di casi di malocclusione di seconda classe prima divisione e convessità della curva a livello lombare destro; mentre nella correlazione overbite-curva scoliotica, il maggior numero di casi si ha a livello lombare sinistro e destro.
Per quanto riguarda il secondo tipo di analisi, nella malocclusione di seconda classe prima divisione, il grado di positività di tipo marcato e molto marcato è ugualmente presente a livello toracico destro e lombare sinistro. Nell’overbite la positività marcata è presente in maniera più consistente a livello lombare sinistro e toracico destro, mentre la positività molto marcata si ha sia a livello lombare destro che sinistro.”

Dunque, in conclusione, non si possono negare le interazioni funzionali tra disfunzioni occlusali e scoliosi, siano esse posturali che strutturate, anche se con percentuali differenziate a seconda delle patologie odontoiatriche, dei livelli di curva scoliotica e i gradi di positività del test per la scoliosi.

Qui di seguito l’articolo di S. Di Giacinto, B. Valentino , A. Guidetti, R. Valentino, E. Farina, T. Valentino: CORRELAZIONI FUNZIONALI TRA SCOLIOSI E DISFUNZIONI OCCLUSALI

RIPROGRAMMAZIONE POSTURALE GLOBALE NEI DISORDINI CRANIO-MANDIBOLARI

RIPROGRAMMAZIONE POSTURALE GLOBALE NEI DISORDINI CRANIO-MANDIBOLARI

Bisogna premettere che l’argomento trattato in questo articolo è abbastanza specifico, ma di notevole interesse per chi si occupa di postura quotidianamente.

Come il titolo suggerisce si guarderà la postura attraverso la visione della Riprogrammazione Posturale Globale del Professor Bernard Bricot.
Senza entrare troppo nello specifico (potete anche acquistare il relativo libro online) è possibile identificarla in questo principio da lui scritto:

“La postura è l’insieme delle strategie attuate dal nostro sistema tonico-posturale per interagire in statica e in dinamica con lo spazio circostante contro la gravità in ergonomia, nel massimo confort e con il minimo dispendio di energie”

Addentrandoci più in profondità nel nostro articolo cercheremo di capire non “se” l’apparato stomatognatico interferisca nel sistema tonico-posturale, ma “come“!

“Ogni movimento può essere quindi considerato come un cambiamento di postura e la postura come punto d’arrivo di ogni movimento”

Gli autori dello studio a cui si fa riferimento oggi specificano la loro visione sulla postura attraverso questo principio, andando a convergere nella visione di Bricot:

“Il controllo della postura rappresenta dunque una funzione di estrema importanza, poiché un corretto funzionamento dell’intero sistema consente di ottimizzare la velocità, la forza e la precisione di un movimento, minimizzando la spesa energetica”

Avendo già affrontato il tema di apparato stomatognatico e interferenze sul sistema tonico-posturale in precedenti articoli (ultimo dei quali MALOCCLUSIONE E POSTURA), l’elemento caratteristico ora risiede nel capire le oggettive conseguenze di questa interferenza.

Attraverso il duplice esame, Posturografico e Baropodometrico, sono stati valutati due popolazioni di soggetti suddivisi nelle relative categorie: “patologia occlusale” e “normocclusale”.

L’aspetto importante di questo studio è stato inoltre quello di analizzare le diverse conseguenze delle diversi classi di malocclusione sul sistema stesso.

malocclusioni-schema

I risultati ottenuti sono tra i più interessanti:

  • nei soggetti con una normocclusione entrambi gli esami hanno evidenziato un normale range di distribuzione di carico, e quindi rientranti nella condizione di normalità;
  • nei soggetti con malocclusione di prima classe si è verificato un disallineamento globale tra il baricentro corporeo e il punto di proiezione degli arti inferiori, esprimente un atteggiamento torsionale; il carico del peso corporeo era distribuito difformemente, spesso con un ipercarico sull’avampiede da un lato e nel retropiede controlaterale;
  • nelle seconde classi prima divisione si è riscontrato, quale dato comune, un’interiorizzazione del baricentro corporeo, mentre nella maggior parte dei casi il carico del peso corporeo era disequamente distribuito a livello emisomico e/o retroavampodalico;
  • nelle terze classi si è riscontrata una posteriorizzazione del baricentro, sempre come dato comune, spesso con un ipercarico meso retropodalico ed un atteggiamento tendente al piattismo;

“Dai dati riscontrati si dimostra che vi è uno stretto rapporto tra apparato stomatognatico e sistema posturale.
[…] A tal proposito i disordini cranio mandibolari e le malocclusioni, che spesso giungono alla nostra osservazione, non sempre andranno trattati come tali, potendo rappresentare l’effetto o il compenso di disordini  posturali secondo un’ottica più globale”

Prosegue quindi la volontà da parte nostra di dimostrare come e quanto sia importante valutare la persone nel suo insieme, e non come parti separate e incondizionate dalle altre.

Qui il bellissimo articolo di D. Caradonna, P. Buzzanca e C. Caradonna: RIPROGRAMMAZIONE-POSTURALE-GLOBALE-NEI-DISORDINI-CRANIO-MANDIBOLARI

 

 

MALOCCLUSIONE E POSTURA

by admin
MALOCCLUSIONE E POSTURA

 

“Si può concludere che il motivo dello scatenarsi di molte sintomatologie dolorose posturali va ricercato nel fatto che non si realizzano i presupposti per un occlusione stabile, in quanto determinate situazioni cliniche (precontatti, estrusioni, migrazioni, mancanza di denti, etc.) portano la mandibola a chiudere in modo eccentrico.”

Partire dalla fine è sempre un buon inizio.

Insistere su un elemento importante come l’apparato stomatognatico (AS)e sulle sue interferenze con il sistema tonico posturale è sempre importante.
E’ appurato come, e quanto, l’AS sia potente nel condizionare il resto del corpo, ma la domande è: come?

“La stretta correlazione esistente fra la posizione delle diverse parti scheletriche del corpo nello spazio ed il continuo rapporto di regolazione esercitato dal Sistema Nervoso Centrale sulla muscolatura, tramite l’elaborazione delle informazioni ricevute dai propriocettori parodontali, articolari e muscolari, in aggiunta agli stimoli sensoriali, determina continue variazioni della postura del capo e della posizione della mandibola e dell’osso ioide.”

In altre parole, il nostro Sistema Nervoso Centrale (SNC) comanda il corpo  in base alle informazioni che le diverse parti del corpo passano al SNC stesso.
E’ un sottilissimo equilibrio: prendendo in riferimento l’apparato stomatognatico nella sua normalità, il SNC avrà un feedback da parte di questo positivo, e di conseguenza il SNC manderà un comando di posizionamento alla mandibola, all’osso ioide e alla testa di adattamento. Ma se ci fossero una o più problematiche all’apparato stomatognatico (malocclusione, precontatti, mancanza di denti, masticazione monolaterale, problematiche all’Articolazione Temporo Mandibolare, etc.) il SNC riceverà di conseguenza delle comunicazioni da parte dei vari recettori di scompensi. Considerando che il nostro corpo ricerca in tutti i modi l’equilibrio, le parti del corpo vicine a quella scompensata verranno utilizzate per cercare di riequilibrare il sistema creando il “compenso allo scompenso”.

Ma questa situazione è tra le più pericolose, in quanto è un effetto domino che può facilmente prolungarsi sino allo stato patologico.

“Quando un dente è in contatto prematuro, i muscoli elevatori dello stesso lato subito si rilasceranno consentendo la contrazione ai muscoli abbassatori (flessori) omolaterali. Se lo stimolo nocicettivo diviene duraturo, i muscoli devieranno la mandibola in un’intercuspidazione più confortevole, alterando così la loro postura e quindi il tracciato elettromiografico.”

Le catene muscolari fanno il resto, proiettando la disfunzione a livello dell’apparato stomatognatico anche fino all’appoggio podalico. Per questo è molto importante considerare il corpo in maniera completa e non segmentata, qualunque problematica potrebbe essere risolta riequilibrando un altra parte del corpo:

“La consapevolezza di ciò porta anche alla variazione delle nostre terapie, molte volte solamente sintomatiche.”

 

Qui l’articolo di Ambrosio R., Bisogno M., Carano M., Carano M., Esposito A.: Malocclusione e postura

 

POSTUROLOGIA HOLLIWOODIANA

POSTUROLOGIA HOLLIWOODIANA

 

Una particolare tendenza che si sta verificando sempre di più negli ultimi anni è l’accanita ricerca della così chiamata “estetica holliwoodiana”, ovvero quella bellezza che rincorre spasmodicamente la perfezione.
In particolare uno dei campi più soggetti a questo trend è quello relativo alla bocca, quindi, l’odontoiatria e ortodonzia.

Come già visto in diversi precedenti articoli, come ad esempio CAMBIAMENTI POSTURALI DOPO LA CORREZIONE DELLA LINGUA e ANALISI OSTEOPATICA E POSTUROLOGICA TRA DEGLUTIZIONE DISFUNZIONALE E ALTERAZIONE DELL’EQUILIBRIO si è dimostrato e visto quanto sia importante l’interferenza della lingua con la bocca, e di come questa possa anche interferire con il lavoro ortodontico in atto.
Si è inoltre visto come lavorare sull’apparato stomatognatico abbia degli effetti importanti sul resto del corpo negli articoli BITE POSTURALI – LA POSIZIONE POSTURALE MANDIBOLARE  e DENTOSOFIA E POSTUROLGIA.

Molto spesso, purtroppo, l’aspetto estetico è prioritario a quello funzionale: ma quanto paga questa volontà nella ricerca del perfettamente bello?

“L’apparato stomatognatico non è un’unità a se stante, ma è parte integrante di viso e corpo. Il corpo è collegato dalla testa ai piedi da cinque catene muscolo – fasciali che lavorano insieme. Di una di queste catene, la catena antero mediana, fa parte l’osso ioide che, attraverso i muscoli sovraioidei, è collegato a testa e bocca ed attraverso i muscoli sottoioidei è collegato anche alle spalle.”

Con queste frasi Giovanni Maver sottolinea come tutto l’apparato stomatognatico sia collegato con il resto del corpo, piedi compresi.
Continua:

“Possiamo perciò avere delle tensioni muscolari che dalla bocca, attraverso lo ioide, disturbano l’equilibrio del resto del corpo (e viceversa).”

Questo aspetto è molto importante da comprende in quanto, un apparato stomatognatico problematico e non funzionale, può facilmente essere la causa di dolori e disfunzioni anche “lontane” dalla bocca stessa. In questo caso si interverrà con un processo di cambiamento dell’apparato stomatognatico con lo scopo di un benessere del corpo.

Ma quando, né il corpo e né la bocca presentino disfunzioni, intervenire sul cambiamento strutturale dell’apparato stomatognatico a puri fini estetici potrebbe comportare la nascita di problemi posturali che prima non esistevano?

Il nostro corpo vive nei suoi compensi, in un continuo assetto i vari sistemi si adattano vicendevolmente creando l’ equilibrio posturale.

La risposta è sì, la possibilità è concreta, a meno che non sia fatta in ottica posturo consapevole.

Qui l’articolo di Giovanni Maver in merito: LA PROTESI POSTURALE