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(Parte II) INTERVISTA AL DOTT. GIUSEPPE STEFANELLI – Le interviste di Posturoconsapevoli.org

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(Parte II) INTERVISTA AL DOTT. GIUSEPPE STEFANELLI  – Le interviste di Posturoconsapevoli.org

Dopo il successo della precedente pubblicazione, vi proponiamo la seconda parte dell’intervista al Dott. Giuseppe Stefanelli.

Buona lettura

 

1. Nel suo ultimo libro introduce la craniodonzia, ce la illustri.

Il significato del termine Craniodonzia è molto semplice: essendo l’occlusione dentale il risultato adattativo dello schema cranico individuale, prima di allineare i denti è imperativo “allineare “ il cranio. Qualsiasi procedura di riabilitazione occlusale, sia essa ortodontica o protesica, non può non influenzare le 28 ossa che compongono il cranio umano. Non tener conto di questo e sostituire uno schema di adattamento con un altro, mediante trattamenti meccanicistici spesso motivati da indicazioni “estetiche” e soprattutto basati su fondamenti dogmatici obsoleti non può che avere come risultato un ulteriore adattamento a scapito di altri sistemi oppure, nell’ipotesi più favorevole per il paziente, una sacrosanta recidiva. Enlow sosteneva che “ la recidiva è la risposta ad una violazione anatomica e funzionale di uno stato di equilibrio anatomico e funzionale” Trattamenti standardizzati che violino tale equilibrio, obbligano l’organismo a reagire attivando sistemi di compenso auto difensivi che in buona parte dipendono dai limiti di adattabilità del tessuto connettivo. Il complesso osso alveolare-parodonto-dente rappresenta la ” sub-unità di adattamento” attraverso il quale il sistema stomatognatico cerca di realizzare il rapporto di massima intercuspidazione qualunque sia il rapporto delle basi ossee, attraverso la funzione neuro-muscolare. Le ossa di derivazione embrionale membranosa funzionano da membrane per tutta la vita. La porzione squamosa delle ossa occipitali e temporali, i parietali e il frontale hanno origine membranosa. La dura madre che circonda il cervello fornisce estensioni di tessuto connettivo che passano attraverso le suture per formare lo strato periostale esterno, che circonda le ossa craniche. Nello schema totale della struttura corporea le suture fungono come punto di congiunzione tra le ossa craniche, ma servono fondamentalmente come giunture di espansione-congiunzione per facilitare cambiamenti di tensioni meningee, fasciali e muscolari, nei ritmi respiratori e cardiaci e nelle variazioni sia nella pressione sanguigna, sia in quella del liquido cerebro-spinale. La mobilità delle suture è solo uno delle componenti del Meccanismo Respiratorio Primario definito dall’osteopatia.Il concetto che deve essere subito chiaro è che è impensabile applicare una qualsiasi trazione di spostamento dentale o comunque modificare uno schema occlusale senza modificare tale meccanismo in senso negativo o positivo . Emerge dunque la necessità di un cambiamento radicale dell’approccio diagnostico e terapeutico alle problematiche occlusali rivedendo criticamente i dogmi passati e presenti dell’ortodonzia e della gnatologia ortodossa.

 

2. Forte stress, utilizzo scorretto di farmaci o addirittura abuso, alimentazione poco consapevole, che influenze hanno sull’apparato stomatognatico e la funzionalità delle ossa craniche?

Il cranio e il sistema stomatognatico sono tra le principali vittime dello stress di qualunque origine esso sia (fisico, chimico, psichico). E’ ormai appurato ad esempio, il ruolo di sistema di gestione dello stress di fenomeni parafunzionali come il bruxismo e il serramento. Ho descritto ampiamente questo argomento in un articolo pubblicato, e che potete vedere al seguente link http://osstefanelli.com/facciamo-il-punto-sul-bruxismo/. Sintetizzando il paziente serratore e/o bruxista è in una condizione di stress energetico neurovegetativo e utilizza il sistema stomatognatico come un vero e proprio sistema di sopravvivenza. Sotto stress i muscoli masticatori, in funzione delle loro inserzioni craniche, letteralmente “armano e tengono insieme” testa e faccia. Il Massetere è il muscolo “trigger” che inizia il circuito muscolare reattivo preposto a tal fine. La sua inserzione zigomatica porta il temporale in rotazione esterna. Il Temporale con la sua inserzione sfenoidale assiste la flessione della SSB e la rotazione esterna dell’osso omonimo; con l’inserzione parietale agisce sulla Sutura Sagittale. In associazione con il Buccinatore, gli elevatori bloccano la mandibola al cranio dall’esterno. I muscoli Pterigoidei collegano sfenoide e mandibola, mettendo in relazione diretta la SSB e l’ATM. Agiscono dall’interno trazionando in flessione l’ala dello sfenoide sulla quale si inseriscono. Ciò determina tensione delle membrane durali e l’attivazione dello schema di flessione-espansione del Sistema cranio-sacrale. Recentemente è stato individuato un quinto muscolo della masticazione, il M. Sfenomandibolare ( Hack et al., University of Maryland Dental School ) quale fascio muscolare autonomo lungo circa 3-4 cm e largo 2 cm., con un’inserzione sfenoidale a livello posteriore dell’orbita, ed una mandibolare internamente all’apofisi coronoide. Il muscolo Trapezio, essendo inserito sulla linea nucale dell’occipite, assiste il movimento di flessione sfeno-basilare, mentre lo Sterno-cleido-mastoideo per il suo vettore di trazione sulla mastoide, porta il temporale in rotazione interna. Inoltre,“Stress centers” localizzati tra le unità motorie del rachide cervicale, attivati da ogni iperattività improvvisa, aumentano tensione nel sistema muscolo-fasciale con la funzione primaria di stabilizzare la testa sul collo, e in sequenza, tutto il rachide fino al coccige. Nei soggetti che hanno memorizzato esperienze traumatiche, si mette in atto una strategia posturale di difesa, molto più costosa e disarmonica di quella che il movimento richiederebbe. Le modificazioni angolari che si rendono necessarie per compiere un movimento avvengono in regime di co-contrazione e non in regime di innervazione reciproca. Meccanismi nervosi anticipatori predispongono l’atteggiamento posturale adeguato che può essere temporaneo o persistere per peridi molto lunghi del giorno e della notte. L’adattamento prima e il mantenimento delle strategie di difesa necessitano di un adeguato supporto del Sistema Nervoso Neurovegetativo. Si tratta di attività riflesse che sono attive con diversa intensità 24 ore su 24. In questo modo i Sistemi Anticipatori impegnano TUTTO l’organismo in una sorta di allenamento alla sopravvivenza senza soluzione di continuità. In definitiva, l’atteggiamento posturale è la prigione nella quale i sistemi anticipatori ci chiudono per proteggerci.

3. La sua assidua attività di formazione è ben conosciuta; come sta cambiando il mondo della posturologia?

Quando ho iniziato io, circa 30 anni fa, eravamo molto pochi ad occuparsi di postura in Italia. Oggi sicuramente l’argomento è molto diffuso anche se non ancora come dovrebbe, ma anche parecchio confuso. Le scuole sono diverse, propongono tests valutativi clinici specifici, spesso troppo empirici, per non dire “sciamanici”. Chi al contrario, si affida quasi esclusivamente alla diagnosi strumentale attraverso l’utilizzo di pedane stabilometriche, elettrognatografia ed elettromiografia, spesso non avendo un background clinico sufficiente per interpretarne i dati. L’obbiettivo è quello di dare un significato “scientifico” alla postura. Purtroppo il metodo scientifico cosiddetto Evidence Based cerca risposte lineari ad un sistema che non è affatto lineare ma “ circolare” basato su un meccanismo a feedback difficilmente prevedibile. La postura è come la nostra impronta digitale, assolutamente individuale e soggetta a molte variabili. Come tale necessita di un approccio multidisciplinare, bisogna assolutamente evitare di fare i “tuttologi” perché perdiamo di credibilità. L’ideale sarebbe che se ne occupasse l’università e per fortuna oggi esistono diversi corsi di perfezionamento in svariate sedi italiane, io stesso insegno all’Università di Genova gnatologia e postura, ma credo che dovremmo sforzarci tutti di uniformare l’insegnamento a parametri riproducibili, stante comunque le difficoltà prima esposte. In altre parole, se vogliamo fare qualcosa di utile con la Postura dovremmo andare oltre i problemi irrisolvibili ed affidarci a principi comprensibili e processi attuabili. Tutti concordiamo sulla necessità di tener presente la complessità dei problemi ma noi ci occupiamo di Salute e non è nostro compito fare oroscopi!

4. Un saluto e un consiglio ai nostri lettori

Nel salutare e ringraziare i lettori che hanno impiegato parte del loro tempo a leggere questa intervista concludo dicendo che un’approccio “sistemico” necessita sicuramente di uno sforzo interpretativo non indifferente in quanto per qualunque medico e per l’odontoiatra in particolare, pensare in maniera sistemica significa uscire dal proprio orticello, rispolverare concetti dimenticati e scoprirne di nuovi. Ci vuole coraggio perché il farlo può portare a mettere in discussione o addirittura a modificare radicalmente il nostro lavoro. E’ un percorso duro, impegnativo e probabilmente frustrante ma allo stesso tempo, ne sono certo, vi affascinerà come è successo a me e ai molti colleghi che in questi anni lo hanno affrontato.

 

 

ADRIANO MONTORSI, IL NOSTRO TRIBUTO

by pconsapevoli
ADRIANO MONTORSI, IL NOSTRO TRIBUTO

L’innovazione é la linfa vitale della ricerca; il tramite che porterà tutti ad una conoscenza più alta e completa, che modificherà la coscienza comune e che eleverà gli standard ad un altro livello.

Quasi due anni fa ci ha lasciati il Dott. Adriano Montorsi, medico chirurgo.

La sua visione integrata e globale e la sua ricerca sul metodo “Soulet-Besombes” hanno fornito elementi nuovi e le fondamenta per la divulgazione di un metodo più consapevole.

Quella che segue é la testimonianza, esclusiva per posturoconsapevoli.org, della moglie del Dott. Montorsi, Lucia Rombi Montorsi.

Nel suo racconto troverete le radici del metodo ACOM e il ritratto di un compianto uomo di scienza.

Un grazie personale a Lucia per la sua enorme disponibilità e, soprattutto, testimonianza di Amore per l’uomo che è stato suo compagno di vita e per il lavoro da lui svolto come professionista.

Buona lettura.

 

Ho avuto il piacere e la fortuna di conoscere il dottor Montorsi una ventina di anni fa, possedeva due studi medici in Liguria dove svolgeva la libera professione odontoiatrica. Mi parlava spesso dei suoi pazienti i quali si rivolgevano a lui per problemi dentali… ma lui voleva sapere quali fossero i sintomi, voleva vedere il bacino, l’appoggio del piede, il cranio e solo come ultimo l’arcata dentale… Immaginate in Liguria, l’espressione delle persone, doversi spogliare dal “ dentista”, non era facile parlare dei problemi posturali che derivavano da un cranio non in equilibrio.

Abbiamo pensato che a questo punto la Liguria fosse un po’ stretta per noi. Decidemmo, i nostri figli non erano molto entusiasti, di chiudere i due studi e trasferirci a Ferrara. Perché Ferrara? Ferrara ci sembrava una città tranquilla per far crescere i nostri ragazzi, ma nello stesso tempo un punto abbastanza strategico per raggiungere Roma, Milano, Mantova, Foggia, Lecce, tutte città in giro per l’Italia dove, grazie alla conoscenza di professionisti come il professor Fabio Moro, il d.o. Philippe Caiazzo che hanno creduto nelle intuizioni del Dottor Montorsi, abbiamo cominciato a lavorare.

Un giorno a Foggia venne un ragazzo che visti i risultati ottenuti con il metodo Montorsi chiese brutalmente al dottore “ Dottore lei non è più molto giovane, i miei figli chi li seguirà?”

Mio marito era molto geloso di quello che negli ultimi anni stava scoprendo, il metodo francese “souletbesombes” con il quale aveva cominciato molti anni prima dava risultati importanti, ma non era completo, mancava qualcosa.

Ai congressi di Roma, dove partecipava raccontando del metodo, creava molta curiosità da parte soprattutto dei dentisti che volevano saperne di più. Loro vedevano le slaiders prima e dopo la cura e pensavano che fosse impossibile in così poco tempo ottenere quei risultati!!!

Nel frattempo Adriano creò un apparecchio funzionale, naturalmente sulla base di quello francese, ma con le caratteristiche Montorsi. Nacque così l’ACOM (armonizzatore cranio occlusale Montorsi) e decise di portare a conoscenza dei professionisti la sua invenzione. Quel ragazzo di Foggia aveva ragione, non potevamo tenere per noi tutta l’esperienza ottenuta!

Intanto la richiesta dei pazienti ad essere seguiti dal Dottor Montorsi era diventata veramente importante, decidemmo quindi di ritornare a vivere nella nostra amata Liguria, anche perché ormai gli spostamenti dovevano avvenire in aereo, avevamo viaggiato troppo sulle autostrade italiane e spostandoci insieme avevamo la responsabilità di tornare a casa dai nostri figli rischiando il meno possibile.

Adriano decise di organizzare dei corsi ai medici che volessero usare il metodo Montorsi Acom, voleva, attraverso il corso, spiegare come Lui utilizzava il metodo e dar loro tutte le informazioni necessarie per ottenere i risultati in poco tempo.

Era il periodo più interessante della sua vita, FINALMENTE MI SENTO UN MEDICO (mi diceva con orgoglio).

Dal giorno in cui ho conosciuto quello che poi è diventato mio marito, ho passato ogni singolo momento accanto a Lui seguendo ed ascoltando ogni sua idea ogni suo pensiero. I nostri percorsi in auto da Lecce a Ferrara da Roma a Foggia etc. etc. nel pieno della notte erano un continuo parlare di pazienti, pensare ai risultati ottenuti ma soprattutto vedere e cercare di capire perché altri pazienti non avessero raggiunto l’obiettivo. Parlavamo. Parlavamo ore per capire, scoprire cosa cambiare, come agire per quel determinato problema…

Quando ho conosciuto Adriano e mi parlava di connessione tra cranio chiusura della bocca ed equilibrio del bacino, del fatto che siamo un insieme ed ogni singolo elemento è unito agli altri non mi sembrarono argomenti stravaganti e questo anche per merito della mia insegnante delle magistrali, la Proff Cotta Pinuccia, che già allora mi spiegò che le ossa del cranio si muovevano e che eravamo fatti di un insieme.

Ho seguito con interesse ogni visita di Adriano, ho ascoltato e fatto tesoro di tutti i suoi insegnamenti.

Inaspettatamente la Sua malattia!!!

Ora che il Dottor Montorsi non c’è più, ho dovuto e voluto riflettere. Con l’aiuto dei suoi più validi collaboratori sento che non posso permettere che il metodo Acom Montorsi venga abbandonato o portato avanti in modo non corretto.

Molti genitori di bambini che utilizzano il metodo mi spingono a continuare, mio figlio Carlo che ha solo 12 anni, vuole assolutamente che il metodo di sua papà continui ad aiutare e ad evitare quei fastidiosissimi apparecchi meccanici che possono provocare interferenze negative.

Non posso dimenticare ogni qualvolta che si presentava un paziente e non parlo solo di bambini ma anche di adulti con sintomi e problematiche importanti, con quale semplicità lui vedeva e capiva il problema.

Il lavoro e la dedizione del dottor Montorsi non possono essere dimenticati. Lui ha lasciato a tutti i noi una grande eredità, Lui era “oltre”, la sua più grande ambizione era quella di portare a conoscenza il metodo oltre l’Italia.

Con l’aiuto dei medici che hanno seguito il corso Acom portiamo avanti i corsi, insegnando e spiegando come utilizzare il Metodo Acom.

Continuo a seguire, sempre con l’aiuto dei suoi più validi collaboratori, i vari studi in tante città d’Italia.

 

 

 

E’ passato un anno dalla sua scomparsa ed io penso che mi abbia lasciato UNA MISSIONE da portare avanti.

Far conoscere il metodo Acom…anche OLTRE OCEANO….

Lucia Rombi Montorsi

PIERCING FACCIALI: SCEGLIERE TRA ESTETICA E INSTABILITÀ POSTURALE

by pconsapevoli
PIERCING FACCIALI: SCEGLIERE TRA ESTETICA E INSTABILITÀ POSTURALE

L’estetica è sempre più nei giovani un elemento di prioritaria importanza. Oltre ai più famosi tatoos esistono diverse tipologie di “abbellimento” personale, e tra questi un elemento di maggior successo è il piercing sul volto.
Come ogni altra tecnica estetica questa presenta la peculiarità di essere invasiva, e nello specifico, la parte del volto prescelta, viene perforata a livello cutaneo da monili di vario genere.

Tralasciando quelle che possono essere tutte le situazioni di infezione alla pelle e alle strutture sottostanti, il piercing può interferire a un livello più profondo nel nostro sistema?

La domanda non è banale come potrebbe sembrare, infatti sappiamo per certo, da numerosi studi effettuati da ricercatori, che le cicatrici provocano interferenze e condizionamenti posturali. La pelle è un importante feedback per il nostro sistema, e senza entrare troppo nello specifico prendiamo uno stralcio dal nostro articolo CICATRICI E POSTURA:

“Essendo la pelle un organo con sofisticati collegamenti sia con il Sistema Nervoso Centrale che con il Sistema Nervoso Periferico, ha diverse funzioni oltre a quella di ricoprire per intero il corpo.
E’ molto importante considerare anche le connessioni che le fasce sottocutanee hanno con la pelle.”

Quindi viene spontaneo chiedersi se un’azione invasiva come la tecnica del piercing abbia a sua volta delle interferenze con il sistema tonico-posturale.

“Per mantenere il centro della massa del corpo in equilibrio durante la stazione eretta il Sistema Nervoso Centrale (SNC) esegue un lavoro costante di riequilibrio utilizzando come feedback le coordinate visive, quelle vestibolari e gli input somatoestetici. In base a questi dati il SNC genera continuamente delle risposte muscolari di tipo correttivo attraverso l’azione di un sistema di controllo in retroazione.”

Gli autori dello studio che presentiamo partono da questo concetto molto importante: se è vero che il SNC riorganizza costantemente il corpo in base agli input che riceve dai diversi recettori posturali (tra cui app. visivo e app. vestibolare), un elemento esterno che interferisce con questi apparati potrebbe interferire sul controllo del SNC stesso.

“Le Vertical Heterophoria (VH), o eteroforie verticali, possono essere indotte da problemi di rifrazione dell’occhio, ma, in assenza di questi problemi di rifrazione, l’esistenza di VH di piccola entità (<1 dpt, i.e., 0.57˚) indica una perturbazione delle vie somatosensoriali coinvolte nel sistema posturale.”

Le Vertical Heterophoria, nella terminologia italiana Eteroforie, è la tendenza di uno, o entrambi gli occhi, a deviare dalla normale direzione dello sguardo.
Ecco spiegato il motivo per cui potrebbe coesistere una relazione tra piercing facciali e controllo posturale:

“Abbiamo ipotizzato che i piercing sul volto disturbino i segnali somestesici guidati dal nervo trigemino. Questo “rumore” potrebbe essere correlato a interferenze nei processi di integrazione centrale portando a vari disturbi posturali.”

L’ipotesi è quindi molto chiara e lampante. Il piercing sul volto interferisce sul sistema tonico posturale in quanto potrebbe condizionare le vie somatosensoriali e addirittura creare delle piccole eteroforie.

Lo studio di ricerca è stato effettuato su un gruppo di ragazzi portatori di piercing localizzati in diverse parti del viso (trago, labbro superiore, naso e sopracciglio) che soffrivano di mal di schiena cronico, vertigini, mal di testa e affativamento visivo associato a eteroforie verticali.
Prima dell’inzio dei test posturali sono stati eseguiti test medici per escludere patologie in atto, e tutti i casi si sono verificati sani.

I test effettuati dal gruppo di studio ha verificato non solo la reale interferenza che i piercing hanno con il nostro corpo, ma possono essere le cause di disturbi anche lontani. In tutti i casi presentati nella ricerca i dolori cronici e caratteristiche di affaticamento sono completamente scomparsi una volta tolti i piercing.

A volte i dettagli sono la parte più importante di tutto un sistema, quindi: attenzione ai piercing e alle loro interferenze!

Qui l’articolo nella sua completa versione: Face piercing (body art) choosing pleasure vs. possible pain and posture instability

DALLA MATRICE EXTRACELLULARE ALLA POSTURA

by admin
DALLA MATRICE EXTRACELLULARE ALLA POSTURA

Fino ad oggi abbiamo sempre affrontato caratteristiche e problematiche relative alla postura con una visione “macro” del sistema, ma non esiste solo questa.

Il concetto su cui si basa la Natura è la creazione di un “sistema” attraverso il sostentamento e lo sviluppo di un altro sistema, ovvero non può esistere un sistema chiamato uomo se al suo interno non esistono altri sistemi che lo costituiscono.
Inevitabilmente questi sono tra loro connessi in maniera biunivoca, avranno quindi il potere di condizionarsi vicendevolmente.

Conoscere e comprendere, attraverso la visione “micro” del nostro sistema, quale sia l’entità e il relativo condizionamento della Matrice Extra Cellulare (MEC, ndr) che ha sulla postura, diventa dunque un elemento di non trascurabile importanza.

Senza entrare troppo nello specifico sulla Matrice Extra Cellulare (ma che potrete trovare informazioni relative cliccandoci sopra) c’è da sapere che svariati recettori presenti sulla membrana delle cellule sono adibiti a captare e interagire con gli stimoli intra ed extra cellulari e sono soggetti a profonde variazioni durante tutto l’arco della vita cellulare.
La cellula pertanto combina, coordina, trasforma, attiva e cessa numerose operazioni provenienti sia dal suo interno che dalla MEC processandole al momento opportuno attivando la specifica reazione (vivere, morire, dividersi, muoversi, modificarsi, secernere qualcosa nella MEC o immagazzinarlo al suo interno ecc.).

“La MEC è costituita da specifici elementi, che sono:

  • proteine strutturali;
  • proteine specializzate;
  • proteoglicani e glusamminoglicani.

Può essere quindi considerata come un complessissimo network in cui i suoi elementi forniscono innumerevoli funzioni fra cui quelle di supporto strutturale e regolazione di ogni attività strutturale e organica. Occorre considerare l’omeostasi globale cellulare come un complesso di meccanismi che possono trovare origine e sviluppo all’interno della cellula o all’esterno nella MEC. Siamo di fronte a un infinito network biochimico in grado di generare, modulare, variare e propagare, anche a distanza, milioni e milioni di informazioni.”

Con questo concetto il Professor Chetta (da cui l’articolo in allegato) esprime il concetto di unità e condizionamento che ha origine dal micro del nostro sistema, andando poi a condizionare conseguentemente il macro:

“Tutti i tessuti sono collegati e funzionalmente integrati fra loro non in sistemi chiusi ma aperti; fra essi avvengono continui scambi, che possono attuarsi sia a livello locale che sistemico, sfruttando messaggi biochimici, biofisici ed elettromagnetici, ossia utilizzando le varie forme di energia.”

Aggiunge inoltre:

“Il tessuto connettivo è parte integrante della MEC.
Esso non presenta soluzioni di continuità: ogni tessuto e organo contiene tessuto connettivo e le loro funzioni dipendono in maniera straordinaria dalle interconnessioni anatomo-funzionali. Embriologicamente la maggior parte dei tessuti connettivi derivano dal mesoderma, alcuni tessuti connettivi del cranio derivano direttamente dal neuroectoderma.
Quello che fino a poco fa era considerato un “banale” tessuto di connessione e riempimento, è in realtà un sistema o organo con innumerevoli fondamentali funzioni.”

Ed è qui che si realizza il collegamento tra il micro e il macro, ovvero tra la matrice extracellulare e la postura:

“Fra i vari tipi di tessuto connettivo la fascia connettivale è il “ponte” che ci conduce dalla MEC alla postura.”

Per approfondire questa importante correlazione è a vostra disposizione l’intero articolo del Professor Chetta: Matrice Extra Cellulare e Postura

ANALISI POSTURALE IN PAZIENTI CON DISTURBI DELLA VOCE

ANALISI POSTURALE IN PAZIENTI CON DISTURBI DELLA VOCE

In questi ultimi anni è aumentato considerevolmente l’attenzione e lo studio correlativo tra i disturbi della voce e la postura. Sempre più ricercatori e professionisti si avvalgono di questi studi sperimentali nel dimostrare e confermare come i problemi relativi alla voce abbiano anche un importante condizionamento a livello posturale.

Ma come può la voce influire sulla postura?

Non bisogna assolutamente dimenticare che la voce è il “prodotto” di una serie di complesse contrazioni muscolari che permettono alla corde vocali di vibrare e, quindi, produrre un suono.

Uno dei disturbi più frequenti della voce, o disfonia disfunzionale ipocinetica, è un’alterazione muscolare extra-laringea anche se, a oggi, non ci sono certezze se questa disfunzione muscolare sia la causa oppure la conseguenza dell’inadeguata attività laringea.
La situazione disfunzionale crea molto probabilmente un circolo vizioso in cui un’alterata tensione extra-laringea e una inadeguata attività laringea convivono sostenendosi a vicenda.

Queste tensioni muscolari alterate dalle patologie laringee e dal cattivo utilizzo della voce stessa sono disturbi che accrescono la correlazione tra la disfonia disfunzionale e l’allineamento posturale.

Poiché la laringe è collegata direttamente con l’osso ioide questa viene costantemente influenzata dai movimenti stessi dell’osso, infatti a un suo innalzamento corrisponde un consequenziale innalzamento della laringe.
Ma l’osso ioide è a sua volta fortemente condizionabile dalla lingua, dall’articolazione temporo-mandibolare e dalla colonna cervicale. Se si considerano quindi le connessioni muscolo-tendinee e legamentose che queste strutture hanno con l’osso ioide, e l’osso ioide con la laringe, il rapporto anatomo-funzionale tra la laringe e la postura diviene chiaro.

Nello studio che vi presentiamo (file in allegato, ndr) un gruppo di soggetti aventi disfonie disfunzionali si è sottoposto ad analisi posturografica prima del trattamento logopedico e successivamente allo stesso.

I risultati dello studio hanno confermato come l’utilizzo corretto della voce condizioni l’assetto posturale del corpo e la maggiore consapevolezza propriocettiva acquisita durante la terapia logopedica ha permesso un netto miglioramento della performance posturale.

Qui l’articolo relativo allo studio di A. Nacci, B. Fattori, V. Mancini, E. Panicucci1, J. Matteucci, F. Ursino, S. Berrettini: Analisi posturografica in pazienti con disfonia disfunzionale prima e dopo trattamento logopedico riabilitativo

DENTOSOFIA E POSTUROLOGIA

DENTOSOFIA E POSTUROLOGIA

Come oramai ben noto, la Posturologia indaga il corpo con disfunzioni posturali al fine di (ri)equilibrare il sistema portandolo in uno stato di benessere psico-fisico. Il procedimento attraverso il quale studia i diversi atteggiamenti è costituito da specifici test neuro-fisiologici che stimolano i diversi recettori (apparato vestibolare, bocca, occhi, piede, etc.)  le cui risposte daranno un indirizzo specifico al sistema che più influisce sugli scompensi in atto.

Una delle priorità rimane senz’altro la tempistica con la quale si interviene, e questo per il semplice fattore che elementi adattati a uno scompenso possono divenire col tempo fissati. Questo comporterà un lavoro specifico anche su quel sistema che ha dovuto compensare uno scompenso originato da un’altra parte (come abbiamo già illustrato nell’articolo L’APPROCCIO INTEGRATO AL PIEDE PIATTO IN POSTUROLOGIA).

Uno degli apparati più soggetti a interferenze, e sopratutto, a essere l’origine degli scompensi, è l’apparato stomatognatico.

Esistono numerose metodologie a riguardo, e tra queste, una delle più accreditate e funzionali è la Dentosofia:

“Questa terapia prende le mosse dal riconoscimento della correlazione tra salute della bocca, del corpo e della psiche: la bocca, visibile, è espressione dell’invisibile, la psiche”

E’ in questo modo che il Dott. Francesco Santi scrive nell’introduzione del suo articolo per spiegare a chi ancora non conoscere questo metodo.

Prosegue scrivendo:

“In più di quindici anni di esperienza, i due autori (Dott. Rodrigue Mathieu e Dott. Michel Montaud, ndr) hanno osservato una relazione sistematica tra una bocca disequilibrata e svariate patologie”

E quali sono queste patologie a cui si fa riferimento?

  • mal di testa
  • mal di schiena
  • dislessia
  • difficoltà di concentrazione
  • bambini ipercinetici
  • disturbi del sonno
  • stress, depressione
  • problemi della sfera ORL
  • problematiche allergiche
  • disturbi dell’equilibrio
  • dolori articolari

“[…] le deformazioni della bocca si accompagnavano a disfunzioni organiche, elencando un numero impressionante di patologie. Tali patologie si manifestano quando sono alterate le seguenti funzioni neuro-vegetative:  la masticazione, la deglutizione, la fonazione e la respirazione nasale”

In sostanza, cioè che è alla base della Dentosofia è una visione olistica del corpo senza limitarsi al solo apparato stomatognatico, quindi con una mentalità posturologica.

Per chi volesse approfondire la propria conoscenza della Dentosofia può leggere questo articolo scritto dal Dott. Francesco Santi: La Dentosofia

BITE POSTURALI – LA POSIZIONE POSTURALE MANDIBOLARE

BITE POSTURALI – LA POSIZIONE POSTURALE MANDIBOLARE

“Nei testi di odontoiatria l’apparato stomatognatico è considerato una catena cinematica chiusa che termina all’osso ioide; nei testi posturali invece l’apparato stomatognatico è considerato parte integrante di catene muscolo fasciali che, attraverso i muscoli sottoioidei, lo collegano al resto del corpo”

Leggendo  queste prime righe di introduzione dell’articolo di Giovanni Maver si evince la complessità nella quale il nostro corpo si ritrova a vivere tra continui e costanti condizionamenti. Come già specificato in altri nostri articoli, tra cui CAMBIAMENTI POSTURALI DOPO LA CORREZIONE DELLA POSIZIONE DELLA LINGUA, l’apparato stomatognatico rappresenta uno dei principali sistemi di condizionamento del sistema tonico-posturale, e di come sia oramai impossibile considerare questo elemento indipendente da tutto il resto.

Continuando nella lettura si evidenzia l’importanza di questo principio:

“Questo  lo rende un tutt’uno con regole comuni del corpo e dell’apparato stomatognatico che prevedono una posizione posturale fisiologica, ottenuta attraverso la ricerca dell’equilibrio, col minimo lavoro muscolare e in assenza di dolore. Da questa posizione la bocca e il corpo partono per compiere qualsiasi azione”

Un altro elemento importante da tenere in considerazione è il concetto di equilibrio mandibolare.

Questo principio parte dall’aspetto che:

“[…] non è possibile suddividere l’apparato stomatognatico in tante parti o momenti, ma bisogna considerarlo come un insieme sinergico, in cui tutto è egualmente importante e in cui tutto concorre a dare equilibrio e stabilità”

Una delle domande che sorge spontanea è: cosa può alterare questo equilibrio e stabilità?

Ovviamente i motivi possono essere molteplici, intrinseci ed estrinseci all’apparato stomatognatico stesso, ma una volta appurata la “primarietà” di questo sistema sugli altri, quali sono le possibili correzioni da apportare, e con quali strumentazioni?

L’utilizzo di “bite posturali” è uno dei più efficati, in quanto attraverso un’azione di svincolo rilassa la muscolatura riportando in equilibrio funzionale i due mascellari e lingua.

Qui l’articolo di Giovanni Maver nel suo completo: Bite posturale

CLINICAL AND INSTRUMENTAL TREATMENT OF A PATIENT WITH DYSFUNCTION OF THE STOMATOGNATHIC SYSTEM: A CASE REPORT

CLINICAL AND INSTRUMENTAL TREATMENT OF A PATIENT  WITH DYSFUNCTION OF THE STOMATOGNATHIC SYSTEM: A CASE REPORT

In questo articolo viene discussa l’importanza dell’analisi avanzata dell’apparato stomatognatico e delle sue connessioni con la postura.

Un lavoro tutto italiano che riporta un’importante testimonianza sulla metodologia dell’analisi e del trattamento.

 

Clinical and instrumental treatment of a patient with dysfunction of the stomatognathic system