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COME INTERFERISCE L’APPARATO VESTIBOLARE SULLA POSTURA?

by pconsapevoli
COME INTERFERISCE L’APPARATO VESTIBOLARE SULLA POSTURA?

Il Sistema Tonico Posturale, come tutti gli altri Sistemi del nostro corpo, è complesso. Sarebbe forse meglio definirlo in un altro modo: non lineare. Il miglior esempio è stato dato dal Prof. Fabio Moro: “Provate a trovare l’origine di un cerchio!”

Quante possono essere le interferenze in questo Sistema? Forse è il caso di dire che l’aspetto più importante è di trovare il recettore posturale che crea la maggior interferenza. E per farlo servono due cose:

  • una conoscenza del principio della non linearità del Sistema Tonico Posturale;
  • un’ottima umiltà professionale, e nel miglior networking possibile per creare collaborazioni professionali intorno al paziente.

Entrando nello specifico dell’articolo di oggi, tratteremo dell’interferenza dell’Apparato Vestibolare e di come, attraverso una visione molto specifica, sia possibile lavorarci. Ma prima di addentrarci, facciamo un piccolo remind sul nostro attore principale, l’Apparato Vestibolare (grazie ad un’ottima descrizione del Dott. Giovanni Chetta, che potete trovare qui).

L’Apparato Vestibolare (vestibolo, labirinto) è situato in profondità nell’osso temporale (rocca petrosa), dietro l’orecchio interno. Il canale cocleare della chiocciola (coclea), infatti, è in collegamento con un rigonfiamento (2-3 mm) colmo di endolinfa, il sacculo. Al suo interno sono inoltre presenti dei microcristalli (otoliti, statoconi) che consentono ai recettori sensoriali (meccanocettori), posti nella parete del sacculo, di percepire l’accellerazione verticale (quella, ad esempio, che si prova salendo in ascensore). Esso è inoltre sensibile a suoni a bassa frequenza (sotto i 500 Hertz) e alto volume (superiori ai 100 decibel) che quindi stimolano il movimento.
Il sacculo è, a sua volta, in comunicazione con un’altra vescicola, l’utricolo (otricolo), che, tramite lo stesso meccanismo, fornisce informazioni sull’accellerazione orizzontale (quella subita su un auto o moto, ad esempio).
L’utricolo, inoltre, rappresenta lo sbocco comune dei tre canali semicircolari (ca. 1 cm di diametro e perpendicolari tra di loro, con all’interno endolinfa) del labirinto. I recettori sensoriali dei canali semicircolari percepiscono i movimenti rotatori di testa e corpo (accellerazioni angolari).

Questi sistemi, tutti insieme, forniscono al cervello informazioni sulla posizione della testa e del corpo nello spazio. In particolare, sembra che solo il sistema otolitico (sacculo e utricolo) partecipi alla regolazione posturale fine (influenzando il tono muscolare), mentre il sistema semicircolare intervenga esclusivamente nell’equilibrio dinamico.

 Quindi, in cosa consiste la terapia riabilitativa vestibolare ?

“La terapia riabilitativa vestibolare è una terapia funzionale e non è dunque in grado di interferire con gli agenti etiologici e coi meccanismi patogenetici. Il suo obiettivo è esclusivamente il ripristino delle funzioni alterate, ottenuto favorendo l’attività adattivo-compensatoria o inducendo l’abitudine allo stato patologico.”

Queste le parole del Dott. Leonardo Manzari, specialista otorinolaringoiatra. Il quale ha sempre spinto verso l’unica direzione possibile, la collaborazione tra le diverse figure professionali:

“Di fronte ad una difficoltà di adattamento è fondamentale che il vestibologo si dedichi alla ricerca delle cause (patologiche centrali, età, muscolo tensione da disfunzione rachidea e/o da disordine cranio mandibolare, psicologiche, etc.) Si dovrà dunque dedicare alla rimozione delle cause (così detta fase multidisciplinare) in accordo con altri specialisti (fisiatra, odontoiatria e/o gnatologo, psichiatra, oculista).”

Come per ogni altra situazione, la miglior cura è la prevenzione e tempestività di intervento. Per poterlo fare, però, bisogna avere gli strumenti giusti. E quali sono i test migliori per poter definire la priorità di interferenza dell’Apparato Vestibolare in caso di disturbi posturali?

Scoprilo leggendo l’articolo del Dott. Leonardo Manzari: PRINCIPI E PRASSI DELLA RIABILITAZIONE VESTIBOLARE

PIERCING FACCIALI: SCEGLIERE TRA ESTETICA E INSTABILITÀ POSTURALE

by pconsapevoli
PIERCING FACCIALI: SCEGLIERE TRA ESTETICA E INSTABILITÀ POSTURALE

L’estetica è sempre più nei giovani un elemento di prioritaria importanza. Oltre ai più famosi tatoos esistono diverse tipologie di “abbellimento” personale, e tra questi un elemento di maggior successo è il piercing sul volto.
Come ogni altra tecnica estetica questa presenta la peculiarità di essere invasiva, e nello specifico, la parte del volto prescelta, viene perforata a livello cutaneo da monili di vario genere.

Tralasciando quelle che possono essere tutte le situazioni di infezione alla pelle e alle strutture sottostanti, il piercing può interferire a un livello più profondo nel nostro sistema?

La domanda non è banale come potrebbe sembrare, infatti sappiamo per certo, da numerosi studi effettuati da ricercatori, che le cicatrici provocano interferenze e condizionamenti posturali. La pelle è un importante feedback per il nostro sistema, e senza entrare troppo nello specifico prendiamo uno stralcio dal nostro articolo CICATRICI E POSTURA:

“Essendo la pelle un organo con sofisticati collegamenti sia con il Sistema Nervoso Centrale che con il Sistema Nervoso Periferico, ha diverse funzioni oltre a quella di ricoprire per intero il corpo.
E’ molto importante considerare anche le connessioni che le fasce sottocutanee hanno con la pelle.”

Quindi viene spontaneo chiedersi se un’azione invasiva come la tecnica del piercing abbia a sua volta delle interferenze con il sistema tonico-posturale.

“Per mantenere il centro della massa del corpo in equilibrio durante la stazione eretta il Sistema Nervoso Centrale (SNC) esegue un lavoro costante di riequilibrio utilizzando come feedback le coordinate visive, quelle vestibolari e gli input somatoestetici. In base a questi dati il SNC genera continuamente delle risposte muscolari di tipo correttivo attraverso l’azione di un sistema di controllo in retroazione.”

Gli autori dello studio che presentiamo partono da questo concetto molto importante: se è vero che il SNC riorganizza costantemente il corpo in base agli input che riceve dai diversi recettori posturali (tra cui app. visivo e app. vestibolare), un elemento esterno che interferisce con questi apparati potrebbe interferire sul controllo del SNC stesso.

“Le Vertical Heterophoria (VH), o eteroforie verticali, possono essere indotte da problemi di rifrazione dell’occhio, ma, in assenza di questi problemi di rifrazione, l’esistenza di VH di piccola entità (<1 dpt, i.e., 0.57˚) indica una perturbazione delle vie somatosensoriali coinvolte nel sistema posturale.”

Le Vertical Heterophoria, nella terminologia italiana Eteroforie, è la tendenza di uno, o entrambi gli occhi, a deviare dalla normale direzione dello sguardo.
Ecco spiegato il motivo per cui potrebbe coesistere una relazione tra piercing facciali e controllo posturale:

“Abbiamo ipotizzato che i piercing sul volto disturbino i segnali somestesici guidati dal nervo trigemino. Questo “rumore” potrebbe essere correlato a interferenze nei processi di integrazione centrale portando a vari disturbi posturali.”

L’ipotesi è quindi molto chiara e lampante. Il piercing sul volto interferisce sul sistema tonico posturale in quanto potrebbe condizionare le vie somatosensoriali e addirittura creare delle piccole eteroforie.

Lo studio di ricerca è stato effettuato su un gruppo di ragazzi portatori di piercing localizzati in diverse parti del viso (trago, labbro superiore, naso e sopracciglio) che soffrivano di mal di schiena cronico, vertigini, mal di testa e affativamento visivo associato a eteroforie verticali.
Prima dell’inzio dei test posturali sono stati eseguiti test medici per escludere patologie in atto, e tutti i casi si sono verificati sani.

I test effettuati dal gruppo di studio ha verificato non solo la reale interferenza che i piercing hanno con il nostro corpo, ma possono essere le cause di disturbi anche lontani. In tutti i casi presentati nella ricerca i dolori cronici e caratteristiche di affaticamento sono completamente scomparsi una volta tolti i piercing.

A volte i dettagli sono la parte più importante di tutto un sistema, quindi: attenzione ai piercing e alle loro interferenze!

Qui l’articolo nella sua completa versione: Face piercing (body art) choosing pleasure vs. possible pain and posture instability

I MOVIMENTI SACCADICI COME MEZZO PER IL MIGLIORAMENTO DEL CONTROLLO POSTURALE

by admin
I MOVIMENTI SACCADICI COME MEZZO PER IL MIGLIORAMENTO DEL CONTROLLO POSTURALE

L’esecuzione ripetitiva di movimenti saccadici migliora il controllo posturale dei pazienti affetti da disfunzione vestibolare?

Prima di addentrarci nella discussione aperta dal Dipartimento di Neuroscienze dell’Ospedale Universitario di Modena, è bene definire cosa siano rispettivamente i movimenti saccadici e le disfunzioni vestibolari.

I movimenti saccadici, o saccade, sono movimenti rapidi degli occhi atti a portare la zona di interesse a coincidere con la fovea (zona centrale della retina). Mentre le disfunzioni vestibolari sono tutte quelle situazioni in cui si verifica una particolare problematica al nostro sistema che gestisce l’equilibrio.

Lo studio su cui si appoggia questa ricerca è la “sostituzione sensoriale”, ovvero:

“In una sorta di scambio funzionale tra i sistemi visuo e vestibolo-oculomotore, alcuni movimenti saccadici di direzione opposta allo spostamento angolare della testa verso il lato del labirinto leso mantengono la fissazione del bersaglio visivo sulla fovea retinica”.

In sostanza questa ricerca avendo come perno il concetto precedentemente illustrato ha:

“[…] esplorato la possibilità di come i movimenti saccadici possano compensare o correggere l’asimmetria dei riflessi vestibolo spinali e indurre il sistema posturale a un più efficiente controllo dell’equilibrio statico nei pazienti affetti da disfunzione vestibolare e, in tal caso, se tale effetto di stabilizzazione potesse essere impiegato come tecnica di riabilitazione vestibolare”.

Quindi: se è vero che gli occhi possono essere l’origine di una vertigine, e relativamente di un problema vestibolare (vertigine visiva), possono essere al contempo mezzo di stimolo per migliorare un problema vestibolare e posturale non legato a loro?

Nell’articolo in allegato, i ricercatori D. Monzani, G. Setti, D. Marchioni, E. Genovese, C. Gherpelli e L. Presutti, illustrano come su diversi campioni di studio aventi specifiche disfunzioni vestibolari, l’applicazione del procedimento riabilitativo sull’esecuzione di ripetuti movimenti saccadici abbia comportato un netto miglioramento delle problematiche stesse e di conseguenza un miglior controllo posturale: L’esecuzione ripetitiva di movimenti saccadici migliora il controllo posturale

REPERTI VESTIBOLARI E STABILOMETRICI NEL TRAUMA DISTORSIVO DEL RACHIDE CERVICALE E NEL TRAUMA CRANICO MINORE

REPERTI VESTIBOLARI E STABILOMETRICI NEL TRAUMA DISTORSIVO DEL RACHIDE CERVICALE E NEL TRAUMA CRANICO MINORE

La presenza di vertigine ed instabilità posturale in caso di trauma distorsivo del rachide cervicale e/o trauma cranico minore, è un evento molto frequente. Secondo alcuni autori il danno vestibolare è possibile anche in caso di trauma distorsivo isolato del rachide cervicale, sulla base di fenomeni vascolari. Molti disturbi dell’equilibrio post-traumatici inoltre, possono trovare giustificazione nell’alterazione dell’input propriocettivo cervicale con conseguente danno a carico del riflesso vestibolo-spinale. Lo scopo di questo studio è stato quello di valutare dal punto di vista vestibolare e posturale, un gruppo di pazienti (Gruppo A; n = 90) affetto da disturbi dell’equilibrio post-trauma distorsivo del rachide cervicale ed un secondo gruppo (Gruppo B; n = 20) affetto da trauma cranico minore associato a trauma distorsivo del rachide…

G Reperti vestibolari e stabilometrici nel trauma distorsivo del rachide cervicale