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COME VALUTARE LA FUNZIONE VISIVA IN POSTUROLOGIA?

COME VALUTARE LA FUNZIONE VISIVA IN POSTUROLOGIA?

In tutti gli articoli precendenti abbiamo sempre parlato di come un particolare sistema influenzi (e viene influenzato) il sistema tonico-posturale.
Nello specifico si è più volte visto come il sistema visivo abbia il suo particolare rapporto con la postura, vedi: I MOVIMENTI SACCADICI COME MEZZO PER IL MIGLIORAMENTO DEL CONTROLLO POSTURALE e ATTEGGIAMENTO SCOLIOTICO E OCCHI.

“[…] Esite un rapporto bidirezionale fra visione e postura. La funzione visiva condiziona la postura ed al tempo stesso una postura sbagliata può facilmente indurre adattamenti visivi. Grazie a semplici test funzionali, il posturologo può facilmente valuare se nel contesto di un problema posturale è presente anche un problema visivo funzionale.”

Gli autori dell’articolo che proponiamo per rispondere a questa importante domanda partono da un particolare concetto, ovvero l’esistenza della propriocezione visiva. Questa teoria è stata dimostrata dall’esperimento condotto da Lee e Aronson nel 1974 attravero la “moving room“.
Senza entrare nello specifico dell’esperimento (lo troverete illustrato nel dettaglio nell’articolo allegato) viene scoperta questa particolare condizione: muovendo la parete verso il soggetto esaminato si provoca la sua caduta all’indietro. Questo conferma, secondo gli studiosi, che la visione funziona come un propriocettore, fornendo informazioni dulla posizione del corpo.

“Dal punto di vista clinico, un attento esame posturale può documentare come la visione e l’oculo-motricità possano essere responsabili di alterazioni posturali anche a distanza.
[…] Compensi posturali, distonie, stati muscolo-tensivi e/o asimmetrici possono comparire anche a distanza, rispetto al disturbo visivo che li ha provocati.”

La domanda a cui preme dare una risposta è dunque:
quali sono i test migliori per verificare un’interferenza tra apparato visivo e postura?

“La valutazione della funzione visiva può risultare molto complessa e richiedere un lungo, articolato e numeroso set di test. Inoltre la valutazione posturale deve spesso essere eseguita da specialisti che non necessariamente hanno a disposizione tutta la strumentazione necessaria per una completa indagine oftalmica.
I test visivi che appaino particolarmente utili sono quelli che forniscono informazioni sul sistema oculomotorio e sulla visione binoculare.”

Ed eccoli quindi i test suggeriti dagli autori:

  • COVER TEST:
    1. Cover Test Unilaterale 1;
    2. Cover Test Unilaterale 2;
    3. Cover Test Alternato.
  • VALUTAZIONE DELLA FORIA CON CILINDRO DI MADDOX;
  • MISURAZIONE DI SQUILIBRI BINOCULARI ORIZZONTALI;
  • MISURAZIONE DI SQUILIBRI BINOCULARI VERTICALI;
  • TEST DI BORTOLIN;
  • TEST DEL PUNTO PROSSIMO DI CONVERGENZA (O PPC);

Per una mera questione redazionale non è possibile approfondire i singoli test, servirebbero altrimenti articoli di approfondimento per ognuno di questi.
Nell’articolo allegato viene però affrontata la spiegazione di ogni singolo test e, sopratutto, il motivo della loro scelta a discapito di altri:

“Tra tanti test visivi, sono stati selezionati quelli più indicati in ambito posturale, che siano sufficientemente rapidi, di facile esecuzione e tali da non richiedere una strumentazione particolarmente costosa e sofisticata.”

Concordando con gli autori vogliamo ribadire un concetto fondamentale, anche se dovrebbe essere ormai un dogma assoluto:

“Questa batteria di test non sostituisce né la visita specialistica oculistica né l’esame ortottico, ma rappresenta un umile strumento di screening per la valutazione di base della funzione visiva in posturologia.
In caso di positività dei test il posturologo, oltre ad attivare procedure di sua competenza, potrà indirizzare il paziente allo specialista per gli accertamenti del caso.”

È bene aggiungere il concetto che, il miglior “posturologo” è quel professionista capace di riconosce i limiti della sua professionalità, avvalendosi, per quei casi che ne fuoriescono, delle competenze delle altre figure professionali.
Se oggi è (giustamente) difficile definirsi posturolgo, non lo è invece considerarsi posturo consapevoli.

Qui l’articolo nel suo completo di Fabio Scoppa e Vittorio Roncagli: Valutazione-della-funzione-visiva-in-posturologia